Wind nel mirino del Fisco per finte società estere

ISPEZIONE DELLA FINANZA

La società avrebbe evaso 60 milioni di euro. Ma rischia l'effetto "palla di neve" con l'allargamento di accertamenti fiscali ai 4 miliardi di bond "non senior"

di Patrizia Licata
Wind nel mirino del Fisco per le emissioni di obbligazioni effettuate attraverso le società lussemburghesi. Come anticipa la Repubblica, nei giorni scorsi l’azienda di proprietà del finanziere egiziano Naguib Sawiris e guidata in Italia da Luigi Gubitosi ha ricevuto un verbale di contestazione per 60 milioni di euro da pagare per non aver versato negli anni scorso la ritenuta d’acconto del 12,5% sulle emissioni di bond “non senior” effettuate attraverso scatole societarie lussemburghesi.

L’ispezione della Guardia di Finanza per conto dell’Agenzia delle Entrate era in corso da circa un anno ed era volta a verificare se i veicoli attraverso cui Wind ha raccolto nel tempo circa 4 miliardi di euro erano effettivamente esistenti e funzionanti. La legge prevede che in presenza di investitori esteri la società italiana che emette il debito debba versare all’erario il 12,5% sugli interessi corrisposti. A questo obbligo si può sfuggire interponendo tra la società italiana e gli investitori finali una società lussemburghese che raccoglie i soldi e poi li presta alla controllante italiana.

E’ un’operazione lecita se i titoli sono quotati alla Borsa lussemburghese e soprattutto se la società schermo non è fittizia: cioè ha una sede, dei dipendenti e una precisa attività, se ricarica un margine sui prestiti alla controllante e gestisce la tesoreria attraverso un responsabile finanziario. Ma evidentemente la Guardia di Finanza non ha riscontrato tali elementi nelle oltre 20 società lussemburghesi create da Wind per raccogliere denaro presso gli investitori esteri.

Queste strutture, nota Repubblica, sono comuni tra i grandi gruppi italiani che emettono bond all’estero ma tutto dipende dalle modalità con cui sono organizzate. Nel caso di Wind il rischio che l’accertamento da 60 milioni si trasformi nella classica palla di neve è molto alto: gli accertamenti fiscali per ora hanno riguardato soltanto un prestito da 300 milioni e non il complesso di 4 miliardi di bond “non senior” emesso dalla società di tlc. Se le ispezioni andassero avanti e anche per le altre operazioni si riscontrasse la fittizietà delle scatole lussemburghesi allora la sanzione fiscale potrebbe moltiplicarsi e raggiungere diverse centinaia di milioni di euro. Una nuova tegola che cade su un gruppo, quello di Sawiris, che si sta progressivamente sgretolando sotto il peso dei debiti e dei contenziosi.

08 Luglio 2010