Vivo, dalla Corte di giustizia Ue via libera a Telefònica

LA SENTENZA

Accolto il ricorso della Commissione europea contro la golden share esercitata dal governo di Lisbona per bloccare l'acquisizione dell'operatore mobile: "Restrizione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali"

di Federica Meta
Bocciata la golden share che il governo di Lisbona ha usato per bloccare l’offerta di Telefonica su Vivo. La Corte di Giustizia europea del Lussemburgo ha accolto il ricorso della commissione Ue. Secondo la Corte “il veto portoghese sull'offerta della spagnola Telefonica configura una restrizione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali".

“La detenzione delle azioni privilegiate conferisce al Portogallo un’influenza sulla gestione della PT che non è giustificata dall’importanza della sua partecipazione  - continua la sentenza - e può scoraggiare gli investimenti diretti da parte di operatori di altri Stati membri”.

“Questi ultimi – conclude la Corte - non potrebbero concorrere alla gestione e al controllo di tale società proporzionalmente al valore delle loro partecipazioni. Inoltre, un eventuale rifiuto dello Stato di approvare una decisione importante per la società può avere un’influenza sul valore delle sue azioni e, pertanto, dissuadere gli azionisti dall’effettuarvi investimenti”.

Il governo portoghese, per bocca di un portavoce, ha precisato che "il governo studierà la decisione e le implicazioni, cercando di rispettare i diritti comunitari, ma anche cercando di salvaguardare gli interessi nazionali. Solamente dopo l'analisi giuridica potremo pronunciarci su tutti i possibili scenari".

Commentando la sentenza l'Ad di Portugal Telecom, Zeinal Bava, ha detto che "l'azienda deve cercare la migliore soluzione per tutti''.
Ieri Telefonica aveva annunciato che l’offerta su Vivo di 7,15 miliardi di euro, “è valida fino al 16 luglio".

08 Luglio 2010