L'avanzata degli operatori virtuali: in testa Poste e Noverca

RELAZIONE AGCOM

A marzo raggiunti 2,7 milioni di clienti e un fatturato complessivo di 150 milioni di euro (+184%). Bene anche Tiscali e Fastweb, in affanno gli operatori legati alla grande distribuzione

di Patrizia Licata
Il business degli operatori mobili virtuali in Italia comincia a mettersi in marcia a ritmi più che interessanti. E già si delinenano chiari trend di mercato. Secondo la Relazione annuale 2010 presentata dall’Agcom, gli operatori Mvno registrano una forte crescita della base clienti, da 1,2 milioni nel 2008 a oltre 2,4 milioni nel 2009 (e 2,7 a fine marzo 2010). Anche il fatturato dei servizi di telefonia mobile virtuale ha spiccato il volo: da 52,7 a 149,8 milioni di euro, con un balzo del 184%. Sono aumentati sia i servizi voce, il cui giro d’affari è passato da 46,3 a 125,4 milioni (con un aumento del 170%), sia i servizi dati, il cui fatturato è cresciuto da poco più di 6 milioni a 24 milioni.

L’Autorità descrive dinamiche differenziate a seconda dei “modelli di business” adottati. Il primo, rivolto ad un mercato “etnico”, è esemplificato da Daily Telecom e Pldt Italia, che indirizzano la propria offerta principalmente verso residenti di origine asiatica (specificamente Cina e Filippine); Il secondo sfrutta la capillarità dei punti vendita presenti sul territorio, come nel caso di Carrefour, Coop Italia e, dalla seconda metà del 2009, di Erg Mobile. Queste imprese combinano il servizio di telefonia mobile con offerte e promozioni relative alle condizioni economiche d’acquisto dei prodotti che rappresentano la propria attività tradizionale (prodotti alimentari e di largo consumo, prodotti petroliferi).

Il terzo modello, grazie anche alla capillarità dei punti vendita, è strutturato attorno ad un’integrazione con servizi finanziari, come nel caso di Noverca (società controllata da Acotel e partecipata da Intesa SanPaolo) e Poste Mobile, dove la telefonia mobile diventa anche veicolo di offerta (controllo movimentazione conto corrente, pagamento bollettini, ricarica di carte di credito prepagate, possibilità di effettuare bonifici, ecc.). Il quarto ed ultimo riguarda l’integrazione tra servizi di imprese già presenti nelle telecomunicazioni su rete fissa, come nel caso di Tiscali e Fastweb.

Non tutti e quattro i modelli sono tuttavia ugualmente di successo. I veri leader del mercato Mvno sono Poste e Noverca: la loro proposta, legata all’integrazione con altri servizi telematici (postali e finanziari), anche se in leggera riduzione in termini di diffusione, appare quella vincente (supera il 50% del mercato per numero di linee e come ricavi rappresenta più del 63% del fatturato complessivo degli Mvno).

In sensibile crescita anche i clienti delle imprese storicamente presenti nella telefonia fissa: Fastweb e Tiscali hanno registrato un buon andamento dell’integrazione tra telefonia fissa e mobile, evidenziato dalla quota di mercato (14% a marzo 2010) e dal peso sul fatturato complessivo degli operatori virtuali, salito dall’1,7% del 2008 al 13,6% del 2009.

Al contrario, perdono quota le offerte per il mercato etnico (rappresentano nel 2009 poco più dell’8% dei ricavi degli Mvno contro quasi il 12% del 2008) e quelle della grande distribuzione: la loro incidenza sul giro d’affari complessivo degli operatori di telefonia mobile virtuale è scesa dal 28,4 al 14,8% tra il 2008 e il 2009, anche se lo share sul numero totale di linee (26,4% a marzo 2010) le mette ancora al secondo posto.

08 Luglio 2010