Romani accelera sull'asta frequenze: "Tempi rapidi"

BROADBAND O BROADCAST?

Il viceministro alle Comunicazioni: una parte dei proventi alla banda larga, una parte alle emittenti tv come buonuscita

di Roberta Chiti
Sì all'ipotesi di un'asta "che sia il più vantaggiosa possibile per lo Stato" per le frequenze digitali da mettere a disposizione dei gestori della telefonia mobile. A margine di un convegno sulla "Svolta digitale" nella sede della Fnsi, Paolo Romani, vice ministro allo Sviluppo Economico, ha spiegato che l'ipotesi di un dividendo di frequenze da mettere a gara per la telefonia mobile va realizzata rapidamente. Con un percorso che vada di pari passo con la semplificazione necessaria con l'avvento della tv digitale.

"E' stato avviato un confronto con varie istituzioni, tra cui il ministero del Tesoro, sull'ipotesi di destinare una parte delle risorse che lo Stato incasserebbe dall'asta di queste frequenze per rimborsare gli imprenditori televisivi che le potrebbero liberare, anche consorziandosi e rinunciando a frequenze che a quel punto sarebbero superflue. Un'altra parte di queste risorse potrebbe invece essere destinata a incentivare la diffusione della banda larga".

Per Romani, si tratta di un processo da fare "rispettando la storia di questo Paese e gli imprenditori che, anche a livello locale, si sono impegnati in questo settore".

Novità anche per il canone Rai: Romani ha annunciato che il governo sta studiando una norma anti-evasione basata sul possesso di un'utenza elettrica, che potrebbe essere approvata già "entro l'anno".

13 Luglio 2010