Bt Openreach: "Senza soldi pubblici la banda larga non si farà"

BT OPENREACH

Per le connessioni a 2 Mbps in tutte le abitazioni britanniche serve uno stanziamento statale di almeno due miliardi di sterline. Ma secondo gli analisti non basta: ce ne vogliono cinque

di Patrizia Licata
La banda larga costa e assicurarsi di raggiungere con le nuove reti ultraveloci l’intera nazione, campagne comprese, costa anche più di quanto si pensi. Lo afferma alla Bbc Steve Robertson, chief executive di Bt Openreach: il progetto del governo di portare la banda larga a tutto il Regno Unito non può realizzarsi, dice il top manager, senza finanziamenti pubblici di almeno 2 miliardi di sterline.

Londra ha indicato di voler rendere la Gran Bretagna il leader europeo della banda larga ultraveloce entro il 2015, portando in ogni casa connessioni ad almeno 2 Mbps. Tuttavia il governo ha anche invitato l’industria a muoversi autonomamente e risolvere da sola i problemi di finanziamento. Così, a parte 175 milioni di sterline stanziati dal progetto Digital Switchover (lo spegnimento della tv analogica), non ci sono molti altri fondi pubblici a disposizione per il roll-out delle nuove reti.

Il ministro della Cultura, Jeremy Hunt, ha dichiarato alla Bbc che il governo è fiducioso di poter rispettare i propri obiettivi: “Stiamo vagliando le soluzioni possibili e potremmo continuare a usare i soldi del canone della Bbc, se necessario”. Oggi Hunt riunisce i principali player dell’industria per raccogliere idee, stimolare “un lavoro congiunto e ottenere suggerimenti su come possiamo aiutare a raggiungere l’ambizioso obiettivo”.

Bt ha già fatto sapere che l’impegno pubblico deve essere maggiore. Occorrono circa 2 miliardi di sterline per portare la Gran Bretagna sul podio delle nazioni connesse con l’ultra-broadband. I soldi possono venire dalle autorità locali, dal governo centrale o dall’Unione europea.

L’azienda sta spendendo da parte sua 2,5 miliardi di sterline per portare i servizi della banda larga super-veloce a circa due terzi delle case britanniche. Ma resta fuori un terzo delle abitazioni. "Non possiamo lasciarle nella corsia per i veicoli lenti. Oggi il broadband è un elemento essenziale per la vita economica e sociale”, afferma Steve Robertson.

Il governo sta studiando i costi dell’implementazione della banda larga veloce nelle aree non fornite e presto avvierà tre test pilota. La società di ricerche Point Topic stima che circa 2 milioni di case in Uk si connettono a velocità inferiori a 2 Mbps. Alcune si trovano in zone remote, ma altre sono sparse in villaggi vicini a città più grandi. L’analista Tim Johnson teme che il governo dovrà vedersela con un impegno più gravoso del previsto.

"Queste due milioni di abitazioni non si trovano in aree ben definite. L’unico modo per raggiungere gli esclusi è di aggiornare il servizio nell’intera regione”, afferma. E ciò farebbe esplodere i costi di realizzazione della banda larga universale a quasi 5 miliardi di sterline, secondo Point Topic. "Il rischio è che la mancanza di soldi e la ricerca di facili ritorni finisca col limitare il programma dei 2 Mbps alle aree più remote, dimenticando quelle meno nascoste ma ugualmente non servite”, spiega Johnson.

E poi c’è un altro problema, almeno a quanto sostengono i piccoli provider, come Rutland Telecom, che stanno cercando di darsi da fare nelle piccole comunità per portare i servizi su banda larga. Per valutare i costi dell’implementazione della fibra, queste società devono sapere a quale centralina le case sono connesse, ma Rutland Telecom sostiene che Bt si rifiuta di comunicare questa informazione cruciale. Bt nega e ribatte di avere un sistema manuale per la comunicazione dei dati, in piena ottemperanza con quanto previsto dalla Ofcom; se altre aziende chiederanno in futuro gli stessi dati, il sistema potrebbe essere automatizzato.

“Risolvere questi piccoli problemi regolatori potrebbe fare una grande differenza”, conclude Johnson. "Obbligare Bt e altri grandi gruppi ad aprire al mercato i dati sulla loro infrastruttura è una misura semplice ma molto efficace che il governo può prendere per favorire la creazione della rete di banda larga ultra-veloce su cui punta”.

15 Luglio 2010