Sacconi: "Ngn volàno per la crescita. Strategico tavolo Romani"

SACCONI SU TELECOM ITALIA

Il ministro del Welfare auspica che sulla realizzazione delle reti a banda larghissima si arrivi subito a un'intesa fra tutti. "Per Telecom Italia opportunità di crescita". Intanto il viceministro alle Comunicazioni convoca per il 20 luglio il nuovo incontro fra azienda e parti sociali in merito alla vertenza sui licenziamenti

di Federica Meta
“Mi auguro che davvero tra quindici giorni si possa verificare una volontà di tutti i soggetti a muoversi nella giusta direzione, così come mi auguro che nell'arco di quindici giorni il tavolo Romani dedicato alle reti di nuova generazione possa approdare ad alcuni primi risultati - e credo che ve ne siano le condizioni - in modo che tavoli (quello sul piano Telecom e quello sulle Ngn ndr) tra loro separati, possano in realtà alimentarsi reciprocamente della buona volontà del più grande gestore e della volontà condivisa di tutti i gestori per costruire per le reti di telecomunicazioni italiane uno sviluppo adeguato, tanto nella parte mobile quanto nella parte fissa, consapevoli tutti che rappresentano, come dicevo all'inizio, il volano determinante per la crescita, e la crescita con occupazione, del nostro Paese”. É la risposta che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha dato ad una interpellanza bipartisan sulla vicenda Telecom, presentata alla Camera da Franscono Boccia (Pd) e Simone Baldelli (Pdl) in cui si chiedeva al governo se non ritenesse urgente predisporre un piano strategico nazionale per il rilancio dell'industria e delle infrastrutture di telecomunicazioni e quali iniziative l’esecutivo intenda adottare affinché Telecom Italia contribuisca al rilancio del settore delle telecomunicazioni in un'ottica di sviluppo competitivo di tutto il sistema Paese.

Per quanto riguarda, invece, la questione dei licenziamenti di TI, Sacconi ha ricordato di aver chiesti, con le organizzazioni sindacali, il ritiro della messa in mobilità di 3700 lavoratori che “conduce, come voi sapete, al licenziamento”. Intanto il viceministro alle Comunicazioni, Paolo, Romani, ha convocato di nuovo il tavolo con azienda e sindacati martedì 20 luglio.

Quello della mobilità - ha proseguito il ministro – “è un atto unilaterale che come tale il governo ha contestato come ha fatto in altri casi e già con la stessa Telecom un anno fa, quando un'analoga procedura fu attivata e poi convertita in altro tipo di ammortizzatori sociali. L'azienda ha responsabilmente accolto questa richiesta e, nel contesto degli impegni ieri assunti, ha deciso di ritirare la procedura”. Si tratta secondo Sacconi di “un atto significativo, tanto quanto significativo era l'atto di averla messa in opera. Il tempo assunto, non per concludere l'accordo, perché sarebbe un po’ irragionevole, ma perché ciascuno degli attori di questo tavolo possa liberamente e responsabilmente trarre alcune prime conclusioni è di quindici giorni. Quindi, è un tempo breve, che verrà intensamente impiegato dalle parti e dal Governo che parteciperà al tavolo negoziale in quanto soggetto interessato non solo astrattamente alla mediazione fra le parti, ma soprattutto ai contenuti di investimento”. Il governo ha preso anche l'impegno di “verificare la strumentazione idonea a proteggere il reddito dei lavoratori qualora fossero individuate esigenze di esubero strutturale che in ogni caso debbono essere definite a valle della condivisione di percorsi di investimento”.

Nel contesto delineato da Sacconi, Baldelli e Boccia chiedono che “l'Azienda si impegni per un piano serio di investimenti che garantiscano nel tempo sviluppo ed occupazione” e che “ il governo segua da vicino e in modo permanente gli sviluppi della vicenda interna e l'elaborazione di un nuovo piano industriale”.
“Nonostante il clima di contrapposizione tra gli schieramenti, tutti i gruppi parlamentari – sottolinea il deputato Pd Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd e primo firmatario dell’interpellanza - hanno voluto sottolineare con questo atto di sindacato ispettivo la loro viva preoccupazione per una vicenda singolare come quella di Telecom Italia, un'azienda ex monopolista, che fa 1,5 miliardi di utili e pensa bene di avviare unilateralmente le procedure di licenziamento per 3.700 dipendenti, all'interno di un piano di quasi 7000 esuberi; mentre contemporaneamente aziende dello stesso settore in altri paesi europei, come nel caso di France Telecom, fanno migliaia di nuove assunzioni”.

A chiedere a Telecom un impegno maggiore nelle nuove reti a che il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che pur valutando positivamente la decisione di congelare i tagli, ricorda che il problema riguarda i propositi dell'azienda sugli investimenti. “I privati che gestiscono alcune cose lo fanno senza alcuna oculatezza degli interessi generali – precisa Bonanni -. Telecom è pressoché monopolista, sfrutta una rete che è di tutti. È una gallina d'oro che non è stata curata, fa le uova e non ci preoccupa delle condizioni vitali. Non solo la rete non è mantenuta, ma non si fanno neanche investimenti. I dividendi sono molti e anche i licenziamenti”.
“E non vorrei che alla fine i guadagni diventino privati e le perdite pubbliche”, conclude Bonanni.

15 Luglio 2010