Via a settembre il primo censimento del wi-fi italiano

BANDA LARGA

L'indagine a firma dell'Unione delle Province insieme con la commissione all'innovazione tecnologica del ministero di Brunetta. Ghirardelli: "Progetti a macchia di leopardo. Serve un coordinamento"

di Patrizia Licata
Il wi-fi in Italia è a macchia di leopardo: moltissimi comuni, anche turistici, ancora non offrono questo servizio per accedere gratis a Internet veloce. I motivi del ritardo sono numerosi, spiega a Repubblica Corrado Ghirardelli, responsabile innovazione dell’Unione delle province italiane (Upi).

“I punti wi-fi sono come gli autogrill in autostrada”, afferma Ghirardelli. “Ma la maggior parte dei comuni italiani non ha nemmeno l’autostrada, cioè l’infrastruttura Internet veloce, a cui vanno attaccate le antenne wi-fi. Aspettiamo che il governo sblocchi i fondi promessi per sviluppare le infrastrutture nelle zone che ne sono prive”.

Quanto ai comuni dove l’infrastruttura c’è, ma mancano progetti wi-fi degni di nota, Ghirardelli risponde: “Ci sono due problemi. La normativa è troppo complessa e scoraggia lo sviluppo di questi servizi. Alcune pubbliche amministrazioni locali inoltre non hanno ancora capito che la banda larga è fondamentale per il territorio”.

Per mettere riparo al ritardo, Upi e la commissione all’innovazione tecnologica, che fa capo al ministro Renato Brunetta, da settembre avvieranno intanto un censimento di tutti i progetti sviluppati sul territorio. “Sarà il primo passo”, secondo Ghirardelli, “per poi coordinarli. Sinora non è stato mai fatto: vari soggetti pubblici e privati si sono mossi autonomamente nell’offrire servizi wi-fi ai cittadini”.

16 Luglio 2010