Telefonica ritira la maxi offerta per Vivo

MERCATI

Gli spagnoli rifiutano la proposta avanzata da Portugal Telecom di trattare fino al 28 luglio. Intanto spunta un accordo firmato nel 2005 tra le due società secondo cui la compartecipazione in Brasilcel si può rompere solo per mutuo accordo tra le parti

di Federica Meta
Trattative chiuse tra Portugal Telecom e Telefonica su Vivo. Le due società infatti non hanno trovato un accordo sull'acquisizione da parte degli spagnoli del 50% della holding Brasilcel (joint venture al 50%) che a sua volta controlla il 60% dell'operatore mobile brasiliano.
Al termine di un Cda, iniziato lo scorso giovedì e terminato venerdì in tarda notte, i portoghesi, avevano chiesto tempo fino al 28 luglio prima di prendere una decisione definitiva sull’offerta, ma gli spagnoli non hanno voluto accordare la proroga. L’offerta è dunque da considerarsi decaduta.
Nonostante la chiusura “ufficiale”, fonti vicine a Telefonica hanno lasciato intendere che la società avrebbe l’intenzione di inoltrare a PT una nuova offerta in autunno.

A complicare l’affare Vivo – come scrive oggi il quotidiano spagnolo El Paìs – c’è anche un accordo firmato nel 2005 tra l'Ad di PT, Zeinal Bava, e il presidente di Telefonica, Cesar Alierta, ad Amsterdam (dove c’è la sede legale di Brasilcel) con cui i due operatori si impegnano a rimanere insieme nella proprietà di Vivo per 25 anni. Il patto, che è rinnovabile di 5 anni in 5 anni, prevede solo tre motivi di risoluzione: l’accordo tra le parti, che uno dei due partner resti azionista della società (cosa che sarebbe successa se PT avesse detto sì agli spagnoli), la liquidazione della società. Liquidazione – ricorda il giornale spagnolo – che potrebbe essere richiesta da una della parti, in caso di grave disaccordo.
Se, però, una delle due società non accettasse la proposta di liquidazione, la “querelle” passerebbe in mano a tre saggi nominati dalle stesse società. Se nemmeno i saggi dovessero trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti, l’ultima ratio è l’arbitrato. Secondo El Paìs, Telefonica potrebbe proprio fare ricorso all’arbitrato e portare i portoghesi davanti alla Camera di Commercio Internazionale di Amsterdam, richiedendo in quella sede la liquidazione di Brasilcel.

Cosa succederebbe in questo caso? Stando all’accordo del 2005 alle due società tornerà indietro quello che hanno investito inizialmente. Dettaglio che preoccuperebbe non poco Telefonica, dato che PT, al momento della creazione di Vivo, aveva portato in dote Telesp Celular, uno dei carrier allora più forti sul mercato brasiliano.

19 Luglio 2010