Il Gps sugli smartphone fa gola agli advertiser

LO STUDIO

La localizzazione degli utenti permette di ideare pubblicità sempre più mirate, dicono gli analisti di iSuppli. Nel 2011 l'80% dei nuovi cellulari sarà "equipped"

di Patrizia Licata
Da tempo il cellulare si è trasformato da mero strumento per comunicare via voce in device multi-funzione e multi-mediale. Uno dei servizi più promettenti è quello che permette di localizzare luoghi e persone tramite la tecnologia Gps: secondo le stime della società di ricerche iSuppli, l’80% dei telefonini distribuiti nel mondo userà il sistema del global positioning entro fine 2011, contro il 56% del primo trimestre del 2009.

I servizi di social networking e le applicazioni che usano il Gps sono ormai comuni sugli smartphone, anche perché sia gli inserzionisti che i consumatori cercano applicazioni capaci di indicare dove si trovi l’utente, indipendentemente dai suoi continui spostamenti. Lo store di applicazioni per l’Apple iPhone ha oltre 6.000 apps che incorporano il posizionamento dell’utente, nota iSuppli.

L’acquisizione da parte di Google del fornitore di pubblicità mobili AdMod e la nuova piattagorma iAd della stessa Apple dimostrano il desiderio delle aziende di cercare nuove fonti di guadagno dalla pubblicità che ha come valore aggiunto il rilevamento della location del consumatore. La spesa delle azende in pubblicità per i device mobili arriverà a 1,5 miliardi di dollari nel 2013, contro 416 milioni l’anno scorso, secondo eMarketer.

Ma non saranno solo i cellulari a incorporare sempre più spesso il Gps per fornire pubblicità mirate e rilevanti, continua iSuppli. Altri apparecchi di elettronica di consumo seguiranno lo stesso trend: la società di ricerche prevede che il 18% dei computer portatili e il 42% dei player hand-held per video game useranno questa tecnologia nel 2014.

20 Luglio 2010