India contro Cina: la guerra fredda delle Tlc

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Si intensifica il braccio di ferro commerciale che vede bloccate le importazioni di attrezzature telecom cinesi nello Stato indiano. Danneggiati Huawei, Zte, Lenovo, mentre si aprono nuove opportunità per i fornitori occidentali

di Patrizia Licata
Si inasprisce il braccio di ferro commerciale tra India e Cina sulle esportazioni di attrezzature telecom, stando a quanto si legge sul Financial Chronicle: il quotidiano, che non cita però le sue fonti, sostiene che l’India ha vietato le importazioni di materiali per le telecomunicazioni da 26 aziende staniere, di cui 25 sono cinesi e includono Huawei Technologies, Zte e Lenovo China. L’unica compagnia non cinese è di Israele.

Si tratta, se le indiscrezioni del giornale finanziario saranno confermate, dell’ultimo capitolo di una guerra fredda inaugurata da mesi dal governo indiano che si mostra molto cauto nel permettere alle aziende straniere, soprattutto alle cinesi, di importare nel Paese attrezzature telecom nel timore che nascondano dei software-spia.

Già a fine aprile il dipartimento delle Telecomunicazioni indiano (DoT) aveva ufficialmente ordinato agli operatori mobili del Paese di non acquistare attrezzature da fornitori cinesi, secondo quanto riportava allora l’Hindu Business Line. L’ingiunzione ha colpito innanzitutto big del calibro di Huawei e Zte, che vedono l’India come importante centro di produzione e fonte di entrate per il prossimo futuro, mentre favorisce indirettamente i player occidentali.

Anche in quel caso l’Hindu Business Line citava preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale da parte degli indiani: il timore, cioè, che l’equipment proveniente da Paesi come la Cina contenga spyware in grado di dare alle agenzie di intelligence straniere accesso alle reti di telecomunicazione indiane.

19 Luglio 2010