Telefonica al contrattacco: rompere la jv con Portugal

IL DOPO VIVO

Gli spagnoli si sarebbero rivolti allo stesso studio legale olandese che fornì la consulenza all'atto della costituzione di Brasilcel. Possibile anche il ricorso al tribunale internazionale a seguito del fallimento dei negoziati per l'acquisizione di Vivo

di Patrizia Licata
Telefonica avrebbe assunto uno studio legale per studiare la possibilità e le modalità di un’eventuale sciogliemento della joint venture brasiliana con Portugal Telecom, dopo il fallimento dei negoziati per acquisire la quota dei portoghesi e il controllo dell’operatore mobile Vivo. Lo afferma una fonte vicina alla situazione sentita da Total Telecom.

Lo studio legale sarebbe l’olandese De Brauw Blackstone Westbroek, che dovrà esplorare come chiudere l’avventura di Brasilcel (che ha sede legale proprio nei Paesi Bassi), la scatola di controllo che detiene il 60% di Vivo. Lo stesso studio legale ha fornito consulenza a Telefonica e Pt quando la joint venture venne stipulata, all’inizio degli anni 2000.

Secondo la stessa fonte, la disputa tra le due partner, dopo il rifiuto di Pt di accettare la proposta di Telefonica e l’abbandono di quest’ultima della sua ultima offerta, pari a 7,15 miliardi di euro, sarà probabilmente decisa in tribunale. Vi sarebbero due possibilità: ciascuna delle compagnie riceve metà delle azioni che Brasilcel ha in Vivo oppure le azioni vengono vendute all’azienda che offre di più. La fonte sostiene che il vero ostacolo ai negoziati tra Pt e Telefonica è stato il governo portoghese: senza il suo veto, l’accordo si sarebbe senz’altro raggiunto.

Sicuramente la tenacia con cui il gruppo guidato da Cesar Alierta persegue la sua strategia brasiliana, cercando una sentenza del tribunale internazionale e la consulenza di uno studio legale, dimostra quanto sia vitale per Telefonica espandersi nel Paese sud-americano, che è in forte crescita, mentre il business ristagna sui mercati maturi, a partire dalla Spagna.

20 Luglio 2010