China Telecom si espande. In vista acquisizioni in Europa

STRATEGIE

Si lavora a una nuova rete di cavi terrestri e alla ricerca di partner per la fornitura di applicazioni

di Patrizia Licata
Da quattro anni China telecom ha aperto, in Gran Bretagna, la sua filiale europea (China telecom Europe), ma oggi vuole dare una marcia in più alla crescita nel Vecchio continente, estendendo la sua presenza nelle regioni centrali e orientali con nuovi collegamenti e anche con acquisizioni di fornitori di applicazioni.

L’azienda cinese sta innanzitutto lavorando al lancio di una nuova rete di cavi terrestri che collegherà la Cina all’Europa per migliorare la latenza e rendere la sua offerta più attraente per il mercato enterprise. Il piano di allargamento della presenza nella regione Emea sarà accompagnato anche da attività di M&A: China telecom fornisce servizi di managed bandwidth alle aziende, ma il vero valore aggiunto deriva dalle applicazioni e per questo l’operatore terrà gli occhi aperti in cerca di fornitori interessanti.

Al momento China telecom Europe possiede tre vie terrestri che collegano Europa e Asia: Tea (in cooperazione con Rostelecom), China-Russia 2 (insieme a Transtelecom) e Transit-Mongolia, da poco aperta, che collega Pechino alle prime due vie con un percorso più breve, attraverso la Mongolia. "Ora stiamo considerando di collaborare con un operatore kazako (Kazakhtelecom)" per una quarta linea, dichiara Yan Ou, managing director di China telecom Europe su Total Telecom. Se l’accordo andrà in porto, questo collegamento Transit-Kazakhstan "dovrebbe essere realizzato entro la fine dell’anno”.

I cavi che attraversano il Kazakhstan fornirebbero "la miglior via di collegamento tra Europa e Asia", perché sarebbe più breve di quelle esistenti, nota Ou, aggiungendo che “la latenza è un fattore molto importante” per i clienti di China telecom. Attualmente la latenza per una comunicazione Pechino-Londra tramite i cavi terrestri è di 180 millisecondi.

Quando il gruppo cinese ha aperto la filiale europea, non era molto noto e ha incontrato qualche difficoltà a farsi strada tra la clientela business. Oggi tuttavia le imprese rappresentano un’importante fetta delle sue entrate: se fino al 2008 erano i carrier gli utenti principali, oggi, dice Ou, le imprese rappresentano l’80% dei clienti. “Conosciamo il mercato cinese e sappiamo soddisfare le esigenze delle aziende occidentali che devono comunicare con la Cina”, spiega il managing director.

China telecom Europe impiega attualmente quasi 50 persone e ha 10 PoP in otto città: Londra, Francoforte, Mosca, Helsinki, Stoccolma, Parigi, Dubai e Johannesburg. Le revenue previste per il 2010 sono di 11 milioni di sterline. Quest’anno è programmata anche la creazione di una società in Germania per supportare l’espansione verso il centro Europa.

La strategia "occidentale" di China Telecom non si ferma all'espansioen ma guarda anche alle tecnologie. L'operatore ha scelto Alcatel-Lucent come fornitore per le soluzioni di comunicazione su fibra ottica di tipo Pon (Passive Optical Network) per lo sviluppo di una serie di nuovi servizi a banda larga come l’Hdtv e l’Internet ad alta velocità in tutta la Cina e a costi convenienti. Le soluzioni saranno impiegate  da China Telecom in 18 province e in municipalità. I contratti sono stati conseguiti attraverso la consociata cinese di Alcatel-Lucent, l’Alcatel-Lucent Shanghai Bell.

I contratti prevedono l’installazione di apparati della serie 7342 Isam-Fttu (Intelligent Services Access Manager Fiber-to-the-User) di Alcatel-Lucent, che fornirà anche una vasta gamma di dispositivi per reti ottiche per le connessioni in fibra con le singole abitazioni (Ftth: Fiber-to-the-Home) e palazzi (Fiber-to-the-Building), oltre ad una serie di servizi professionali, dalla messa in opera della rete all’integrazione e alla manutenzione. Alu fornirà la medesima soluzione anche a China Mobile.

 Anche Ericsson agguanta l'Eldorado cinese. L'azienda svedese è stata scelta da China Mobile Hebei , azienda regionale che fa parte del gruppo China Mobile, ha scelto Ericsson come partner unico per i managed services per le sue 22mila stazioni base 2G/3G (Gsm/TD-Scdma) firmando un accordo di tre anni. La provincia di Hebei ha una popolazione di 70 milioni di abitanti e occupa un’area che è pari quasi a quella del Regno Unito.

Ericsson ha già iniziato a fornire il servizio in linea con il maggiore contratto per i managed service che il Gruppo ha firmato in Cina fino ad ora.


22 Luglio 2010