Bernabè: sta al governo decidere se incentivare le reti

BERNABE' SULLE NGN

Il numero uno di Telecom Italia ha incontrato oggi il commissario all'Agenda digitale Neelie Kroes alla quale ha illustrato il piano Ngn dell'azienda. L'accordo con gli Olo? "Non nelle 13 grandi città". Sugli esuberi resta ferma la data del 30 luglio per trovare l'intesa con i sindacati

di Mila Fiordalisi
"Disponibili a collaborare per la realizzazione delle infrastrutture nelle aree dove non può esserci più di un operatore, ma non nelle città dove c'è già la presenza di più infrastrutture". Le parole di Franco Bernabè, numero uno di Telecom Italia che oggi a Bruxelles ha incontrato il commissario all'Agenda digitale Neelie Kroes, ribadiscono l'intenzione dell'azienda di proseguire con il proprio piano Ngn, che prevede fra il 2010 e il 2012 un investimento di oltre 9 miliardi di euro in Italia.

In sostanza, il piano di cooperazione Telecom riguarda 125 città ed esclude però le 13 grandi città protagoniste del piano Ngn presentato dagli Olo.

L'Ad di Telecom ha ricordato che le regole le fa l'Authority e che lo Stato ha comunque lo strumento degli incentivi e sta dunque al governo la valutazione sulla loro efficacia e disponibilità.  "E' all'interno di questo contesto che si esplorerà la possibilità di accordi e si valuterà se ci sono le condizioni per raggiungerli".

Secondo l'Ad di Telecom il quale ha assicurato a Neelie Kroes che gli investimenti di Telecom Italia sono e saranno in linea con gli obiettivi dell'Agenda digitale "va salvaguardata la dimensione regionale degli investimenti".

In merito alla questione degli esuberi Bernabè ha puntualizzato che "la scadenza del 30 luglio è seria", riferendosi ai negoziati in corso. "Il sindacato ha evidenziato un atteggiamento costruttivo e così, d'altra parte, l'azienda: per noi la data del 30 luglio è la quella entro la quale dobbiamo verificare le condizioni per un accordo".

A rispondere subito all'Ad di Telecom, il viceministro alle Comunicazioni. "Il tavolo tecnico sta dando risultati, anche se ancora ci sono alcuni punti di dissintonia - ha precisato Paolo Romani -. Tuttavia Bernabè ha riconosciuto l'importante ruolo del governo e rispetto al punto di partenza abbiamo fatto molti passi avanti''.

Riguardo ai tempi per la chiusura del tavolo, Romani ha sottolineato che si dovrebbe ''concludere con un accordo entro la fine di luglio. E se non la fine di luglio saranno gli inizi di settembre''.

22 Luglio 2010