Telecom, tavolo al palo, esuberi ancora congelati

L'INCONTRO GOVERNO-AZIENDA-SINDACATI

La trattativa subìsce una battuta d'arresto, nuova convocazione per i prossimi giorni. Domani alla Camera l'incontro sul piano industriale dell'azienda

di Mila Fiordalisi
Approfondimento sul piano industriale e sugli investimenti. E relative implicazioni sul piano occupazionale. Il confronto fra Governo, sindacati e vertici di Telecom Italia continua domani alla Camera dove l’azienda incontrerà i rappresentanti delle Commissioni Trasporti ed Attività.

La questione degli esuberi tiene banco ma è inevitabilmente connessa con i piani dell’azienda in particolare in materia di investimenti nelle nuove reti. Telecom ha già annunciato un piano di investimenti in fibra ottica per oltre 9 miliardi di euro di qui al 2012.

In merito ai licenziamenti il tavolo aperto dal governo sugli esuberi annunciati dalla Telecom ha subìto ieri un'altra battuta d'arresto. Per i prossimi giorni si aspetta una nuova convocazione, ma la procedura sui i 3.700 licenziamenti dovrebbe rimanere in stand-by fino al termine delle negoziazioni: si allenterebbe il vincolo sulla data entro cui trovare un accordo, fissata al 30 luglio.
Le posizioni tra il gruppo Tlc e i sindacati rimangono distanti. Il segretario generale della Slc-Cgil ha parlato di punti di vista “inconciliabili: l'azienda vuole fare ricorso a strumenti coercitivi, mentre noi abbiamo una pregiudiziale sui licenziamenti e le forme surrettizie di ammortizzatori sociali”. Il fronte sindacale è unito nel chiedere al governo una presa di posizione decisa sulla vicenda.

Nel corso della riunione i sindacati hanno proposto “un grande piano di formazione e di riconversione professionale” per circa, secondo i calcoli della Slc, 2.300 lavoratori, ovvero per i 1.300 privi di paracaduti sociali e per gli oltre 900 che sarebbero costretti al prepensionamento (avendo gia' maturato i requisiti o maturandoli entro il periodo coperto dal piano). La trattativa continuerà con singole consultazioni nei prossimi giorni a cui, appunto, seguirà la convocazione del nuovo tavolo, forse stavolta decisivo.

28 Luglio 2010