Obama scardina il walled garden di Apple

COPYRIGHT

La Library del Congresso modifica il Digital Millenium Act, la Magna Carta sul copyright. Non è più illegale craccare un iPhone per passare ad altri operatori o aggiungere apps non autorizzate. Anche quelle (rifiutate da Apple) di Google

di Enzo Lima
Negli Usa craccare un iPhone non è più illegale. Chiunque sia in grado di “piratare” il proprio melafonino per aggiungere o togliere apps non autorizzate, così come per cambiare gestore scegliendone uno non ufficiale (negli Usa è At&t ad avere l’esclusiva con Apple), secondo la Library del Congresso non vuol dire necessariamente infrangere la legge.

In particolare la decisione è stata presa dall’ufficio del Copyright della Library che ha corretto una norma del 1998 del Digital Millennium Copyright Act, in seguito alle pressioni esercitate dalla Electronic Frontier Foundation che fa lobby in difesa della libertà di espressione online e dell’innovazione tecnologica: secondo l’associazione i lucchetti sui contenuti possono venir scardinati non necessariamente violando il copyright, ma per accedere meglio, o modificare, contenuti detenuti in modo legittimo.

Certo, questo potrà magari comportare un venire meno delle clausole della garanzia, si è affrettato a commentare Apple. Ma è certo che l’iniziativa infligge un grosso colpo ai sistemi di protezione sul copyright e in particolare al Digital Millennium Copyright Act che vigila sull'utilizzo di opere protette.

Secondo la Library non si viola il copyright se il jailbreaking viene effettuato per ottenere un'interoperabilità altrimenti negata del dispositivo, così come non si viola la proprietà intellettuale scardinando il blocco legato a un determinato gestore telefonico. In più, viene anche stabilita la legittimità dell'accesso a spezzoni video protetti per effettuare missaggi amatoriali.

Aggirare il blocco per cambiare operatore del resto negli Usa è una pratica talmente consueta da aver indotto T-Mobile, operatore attivato da un gran numero di iPhone in modo “clandestino”, a offrire supporto tecnologico per il passaggio.

”Il jailbreaking può danneggiare gravemente il pieno utilizzo dell’iPhone - dicono da Apple -. La maggior parte dei possessori di iPhone non fa jailbreaking, perché sanno di poter compromettere la garanzia e di causare l’instabilità del device”.

La logica del wallet garden fin qui praticata da Apple non ha di fatto impedito un “mercato clandestino”. Sono circa 4 miloni gli iPhone e gli iPod Touch craccati finora con applicazioni prelevate al “mercato nero” dello store Cydia, un paradiso per gli sviluppatori che Apple rifiuta.

Google stessa, con la sua piattaforma Android, è stata finora vittima del controverso regolamento dell’App Store. L’anno scorso l’azienda di Jobs è stata chiamata dalla Federal Communications Commission per rispondere della mancata introduzione nello store dell’applicazione Google Voice: in quell’occasione l’ad rispose che l’approvazione del 95% delle circa 15mila apps proposte a settimana viene data in una settimana di tempo.

27 Luglio 2010