Telefonica la spunta e si prende Vivo

MERCATI

Raggiunto l'accordo con Portugal Telecom per 7,5 miliardi di euro. Il presidente della telco spagnola Alierta: "Raggiunti i nostri obiettivi strategici in Brasile e mantenute le promesse agli azionisti"

di Federica Meta
Accordo fatto per Vivo. Telefonica ufficializza in una nota di aver raggiunto l'intesa con Portugal Telecom per acquistare il 50% di Brasilcel in mano all'operatore portoghese per 7,5 miliardi di euro. PT - stando a quanto riporta il quotidiano spagnolo El Paìs - userà i 7,5 miliardi offerti dalla società guidata da Cesar Alierta per acquistare una partecipazione tra il 20% e il 25% in Tele Norte Leste Participacoes (Oi, altro operatore mobile brasiliano).

Con l'acquisizione dell'operatore brasiliano - spiega Telefonica nel comunicato - il gruppo spagnolo acquista la leadership "indiscussa" nel mercato brasiliano delle Tlc, con il più grande operatore integrato in Brasile per numero di clienti (69,2 milioni al 31 marzo 2010), ricavi/ebitda (rispettivamente pari a 11,8 e 4,1 miliardi nel 2009) e redditività (ebitda margin 2009 al 35%). Alierta, presidente di Telefonica, ha detto di essere "felice di aver raggiunto questo accordo con Portugal Telecom, con benefici per gli azionisti di entrambe le compagnie. E' una opportunità per la creazione di valore. Vivo guida il mercato della telefonia mobile in Brasile, un mercato a cui Telefonica è strategicamente legata". La società spagnola spiega di aver raggiunto i suoi obiettivi strategici "di rafforzare la crescita potenziale in Brasile, mantenendo le promesse agli azionisti, compresi l'impegno ad alzare i dividendi a 1,75 euro al 2012".

Nel suo comunicato alla stampa anche Portugal Telecom ha ufficializzato l'accordo raggiunto nella scorsa notte con Telefonica, specificando che le due compagni hanno trovato anche un accordo per iniziare a discutere di "eventuali partnership a partire dal 2011, per assicurare benefici di scala per PT ed esplorare aree di cooperazione, con l'obiettivo di massimizzare le sinergie e i risparmi di costo per entrambe le società".  Le partnership industriali sarnno focalizzate su alcune aree, tra cui la creazione di un centro comune di ricerca in Portogallo e lo sviluppo comune in futuro di un business model per le telecomunicazioni.

Per Telefonica la strada per conquistare Vivo è stata tutta in salita. L'azienda spagnola ha lanciato l'offerta lo scorso 11 maggio, mettendo sul piatto 5,7 miliardi di euro, con un premio del 145% rispetto alla chiusura di Borsa di Vivo registrata in quei giorni. Il gruppo iberico, inoltre, si era dichiarato disponibile sin da subito a sborsare altri 600 milioni per acquisire un ulteriore 3% dell'azienda brasiliana, per un totale dunque di 6,3 miliardi di euro.

I portoghesi, tuttavia, si erano mostrati poco convinti di cedere il gioiello brasiliano, leader nella telefonia mobile. Così a inizio giugno Alierta aveva reso più appetitosa l'offerta, portandola a 6,5 miliardi. Il 30 giugno, inoltre, Telefonica aveva annunciato a sorpresa, poche ore prima dell'assemblea della società portoghese, di portare la proposta a 7,15 miliardi.

Lo stesso giorno, l'assemblea di Portugal Telecom aveva approvato l'operazione di cessione della partecipazione, con il 74% dei voti. Ma subito era arrivato un nuovo colpo di scena: il governo portoghese guidato da Josè Socrates si era messo di traverso esercitando la golden share. Decisione, però, subito nel mirino della giustizia europea, che lo scorso 8 luglio l’ha definita "restrizione non giustificata alla libertà dei capitali". Peraltro anche lo stesso presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso, portoghese aveva commentato che l'esercizio dei diritti speciali da parte del Portogallo è stato contrario al Trattato di Lisbona.

Un nuovo capitolo della storia si è aperto stato lo scorso 17 luglio, quando gli spagnoli hanno battuto in ritirata, prendendo atto che il Cda di PT non aveva preso una decisione nei tempi richiesti dall'azienda iberica.

Oggi infine l’epilogo della lunga telenovela ispano-portoghese. L'accordo, almeno secondo il sito de El Pais, avrebbe anche il benestare del governo portoghese l giornale spagnolo.

28 Luglio 2010