Il Canada obbliga gli incumbent ad "aprire" le reti in fibra

REGOLE

I provider alternativi pagheranno un sovrapprezzo del 10% ma potranno accedere ai network di Bell Canada e delle altre telecom storiche. Inutili le proteste dei big: il regolatore vuole un mercato della banda larga più competitivo

di Patrizia Licata
Libero accesso all’ultimo miglio per gli operatori alternativi: è quanto ordinerà d’ora in poi agli incumbent nazionali il regolatore telecom canadese, la Canadian radio-television and telecommunications commission (Crtc).

Grazie alle nuove regole della Crtc, i provider alternativi di servizi telecom potranno mettere le mani sulle stesse reti veloci basate su fibra finora appannaggio esclusivo dei grandi gruppi come Bell Canada, Bell Aliant e Telus, impegnate aggressivamente a realizzare i loro network Fttx.

Ciò significa che anche gli operatori alternativi potranno offrire connessioni ultraveloci ai loro clienti, ma, ovviamente, dovranno pagare: un aumento del 10% sui servizi premium, tra cui quelli basati su connessioni in fibra del tipo Fiber to the home e Fiber to the business, e sul'accesso alla Fiber to the node (Fttn) basata su Vdsl/Vdsl2. Gli altri prezzi dei servizi all’ingrosso resteranno invariati.

"Obbligare gli incumbent a fornire accesso alle loro reti creerà maggiori opportunità alla concorrenza nei servizi Internet retail e andrà nel miglior interesse dei consumatori”, ha affermato Konrad von Finckenstein, presidente della Crtc.

Prima di questa decisione del regolatore, i grandi gruppi telecom canadesi avevano la facoltà di rallentare i servizi dei concorrenti che passavano sull’ultimo miglio. Oggi non potranno più farlo e già Bell Canada e Telus sono sul piede di guerra. Ma uno studio della Harvard University rivela che i Paesi come il Regno Unito dove l’accesso all’ultimo miglio è stato aperto ai provider alternativi hanno creato con successo mercati della banda larga molto più competitivi.

02 Settembre 2010