Ngn, gli Olo disconoscono le linee guida

LO SCONTRO

Finisce con una dura nota l'incontro odierno fra le telco e il Comitato presieduto da Vatalaro. "Il documento non ci rappresenta ed è sbilanciato sulle regole e su Telecom Italia"

di Mila Fiordalisi
Doveva essere un incontro per dare l'ok alle linee guida e sottoporre il documento al Consiglio dell'Agcom per la successiva emanazione delle regole. E invece l'odierno meeting fra telco e Comitato Ngn si è concluso con il "disconoscimento" delle misure suggerite dal team presieduto da Francesco Vatalaro. Durissima la nota post-incontro emessa congiuntamente dagli Aiip, Fastweb, Wind, Vodafone, Teletu, Tiscali e Welcome Italia, gli operatori che con Telecom Italia compongono il Comitato Ngn.

"Il documento proposto dal Presidente, nella sua versione attuale, esula dagli obiettivi, non illustra l'esito dei lavori finora svolti, e non rappresenta trasparentemente le diverse posizioni espresse da ciascuno degli operatori - si legge-. Non è stata altresì fornita evidenza dei criteri che hanno portato all'adozione delle singole proposte nel caso in cui non vi sia stato trovato accordo tra gli operatori partecipanti al comitato".

Non essendo stati raggiunti gli obiettivi preposti il Comitato "non può fornire supporto alle decisioni che Agcom sarà chiamata ad assumere sulla definizione dell’assetto regolamentare delle reti Ngn", si legge. Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni la prima bozza sottoposta al Consiglio dell'Authority a fine luglio sarebbe pervenuta sul tavolo degli operatori solo a fine agosto. Gli Olo avrebbero immediatamente fatto presente a Vatalaro le incongruenze sulla linea e l'incontro di oggi non è servito a chiarire e soprattutto a definire la questione.

Gli Olo lamentano anche il mancato rispetto della finalità del documento: doveva essere di indirizzo tecnico e invece è virato sul regolatorio. "Gli operatori disconoscono in particolare l’approccio proposto da Telecom e, ad oggi, presente anche nelle conclusioni del Presidente, sulla differenziazione geografica cui applicare differenti rimedi regolamentari che, paradossalmente, contrasta con la regolamentazione definita dall’Autorità stessa ed oggi in vigore. A tale approccio peraltro si è giunti utilizzando il criterio della profittabilità che confligge con i principi regolatori europei e nazionali vigenti".

09 Settembre 2010