Made in Uk la tecnologia che mette il turbo alla fibra ottica

PROGETTI

Finanziato dalla Ue, il progetto portato avanti da un team di scienziati dell'Università di Southampton fa leva su un dispositivo che cattura i dati "ripulendoli" dalle interferenze. Così si velocizza la trasmissione a fronte, fra l'altro, di ridotti consumi energetici

di Patrizia Licata
Un gruppo di scienziati del centro di ricerca di optoelettronica (Orc) della University of Southampton ha messo a punto una tecnologia che potrebbe portare alla costruzione di reti in fibra ottica molto più veloci. Si tratta di un nuovo sistema di trasmissione dei dati che i ricercatori britannici stanno sviluppando come parte del progetto FP7 PHASORS finanziato dall’Ue. Il suo vantaggio, oltre alla velocità, sarebbe la capacità di eliminare ogni problema di interferenza.

Gli scienziati hanno creato un device che fondamentalmente cattura il segnale dati in entrata con tutte le sue interferenze e lo restituisce “pulito”, ripristinandone la qualità e migliorando sia la capacità che l’efficienza energetica della rete di comunicazione ottica.

Migliorare la capacità dei cavi in fibra ottica trans-nazionali oggi esistenti, come i cavi sottomarini, potrebbe in ultima analisi rendere la banda larga meno costosa. Un beneficio che potrebbe passare dai gestori di cavi agli Isp fino ai consumatori. Il device messo a punto presso la University of Southampton è già stato testato usando le attrezzature elettroniche più veloci attualmente a disposizione, che possono trasportare dati fino a 40 Gbps. Ma la soluzione è pensata per essere usata su reti che viaggiano molto, molto più veloci.

10 Settembre 2010