Colao: "In futuro il biz di Internet sarà sempre più mobile"

STRATEGIE

Il numero uno di Vodafone annuncia la "democratizzazione" dello smartphone. E intanto si fa vicina la cessione di Sfr

di Patrizia Licata
Il business della trasmissione dati su telefonia mobile, ovvero internet sul cellulare ''sta esplodendo''. Il fenomeno ormai non coinvolge più solo ''la parte alta del mercato'' ma sta ''coinvolgendo le masse'', aprendo cosiì nuove opportunità per tutto il settore delle telecomunicazioni. Siamo insomma alla ''democratizzazione dello smartphone''. A parlare è Vittorio Colao, ceo di Vodafone, ospite speciale del Nokia World in corso a Londra.

Nel delineare le abitudini di consumo ormai conclamate dei clienti Vodafone il numero uno della società prevede un futuro prossimo in cui ''la maggioranza del traffico internet avverrà su piattaforme mobili''. Internet, insomma, significa sempre di più telefonino-intelligente. Un mondo che dovrà reggersi su cinque pilastri: la qualità dei network; la diversità dell'hardware - "che siano smartphone di fascia alta o media, tablet, prodotti dedicati ai mercati emergenti, l'importante è garantire ai consumatori ''scelta e competitività'' - ; la varietà dei contenuti e dei servizi - "la diffusione dei social network raddoppierà, così' come quella dei servizi di navigazione tipo Google map o Nokia Ovi" -;  il giusto bilanciamento dei prezzi per gli utenti nonché la corretta ridistribuzione dei profitti tra gli operatori,  "il che include sviluppatori di app e produttori di contenuto come i media".

Ecco perchè, per il ceo di Vodafone, la vera scommessa sta nell'evitare la creazione ''di un sistema di gestione chiuso, verticale'', ma di scommettere anzi su un ambiente ''aperto'', che non limiti ''la scelta dei consumatori''. In questo senso Colao vede essenziale procedere al ''decap'' del mercato delle applicazioni. ''Altrimenti - ha concluso - andremo verso uno scenario doev i prezzi si alzano e i volumi scendono''.

Intanto stamattina il Sunday Times riportava la notizia secondo cui l'operatore starebbe preparando a vendere la sua quota (44%) nel carrier mobile francese Sfr. Il probabile acquirente è il colosso francese dei media Vivendi, che detiene già la quota di controllo di Sfr (56%).

Citando fonti ben informate, il Sunday Times dà come certa la vendita della partecipazione francese (che potrebbe valere 7 miliardi di sterline o 8,4 miliardi di euro), ma chiarisce che Vodafone non affretterà i tempi per la cessione della quota di minoranza in Verizon Wireless, la sua contestata joint venture americana con Verizon Communications.



Vodafone ha già avviato la strategia delle dismissioni a inizio mese con la vendita della partecipazione del 3,2% (per 4,3 miliardi di sterline) in China Mobile. Il gruppo britannico non rilascia per ora commenti, ma Il Sole 24 Ore fa notare che l’obiettivo di Vodafone è liberarsi delle minoranze non strategiche per concentrarsi su alcuni mercati specifici particolarmente redditizi in Europa, Africa e India.

Quanto a 
Vivendi, da tempo si era mostrata interessata a rilevare la quota di Vodafone in Sfr, ma il Chief executive Maurice Levy aveva dichiarato il primo settembre che non aveva ancora ricevuto risposte positive da Vodafone e che i due gruppi non erano in trattative.

 Evidentemente la riorganizzazione strategica annunciata da Vodafone la scorsa settimana, con lo snellimento delle unit regionali e l’accorpamento delle partecipazioni di minoranza in una divisione a parte, ha accelerato i tempi per questa operazione.

14 Settembre 2010