Il nuovo ceo di Nokia corteggia gli sviluppatori

MOBILE APPS

La battaglia con Apple e Google si combatte a colpi di apps. Elop punta su un nuovo "ecosistema" con un kit di sviluppo e accordi con i carrier

di Patrizia Licata
Stephen Elop, il nuovo numero uno di Nokia, ha già fatto la sua prima apparizione in pubblico nella qualità di Ceo del leader dei produttori di cellulari e, non a caso, è stato in occasione di un discorso in occasione del Nokia developer summit, a Londra. L’azienda finlandese è convinta che la battaglia per il dominio del settore si combatterà sempre più a colpi di apps. “Senza di voi, non possiamo creare l’ecosistema dinamico di cui abbiamo bisogno per riuscire ad essere competitivi nel mondo”, ha detto Elop agli sviluppatori.

Prima di essere chiamato a dirigere l’azienda finlandese, Elop gestiva la Business Division di Microsoft. “E il credo del mio Ceo Steve Ballmer qual era? Sviluppatori, sviluppatori, sviluppatori”, ha detto Elop.

Nokia è consapevole del ritardo accumulato in questo settore. I proprietari di telefonini Nokia hanno in media accesso a 13.000 contenuti, mentre Apple si vanta si poter proporre più di 250.000 applicazioni ai possessori di iPhone e di aver totalizzato 6,5 miliardi di download dal suo AppStore.

Quanto a Google, ormai impostasi come leader anche nella telefonia mobile, il vice president for engineering Andy Rubin ha rivelato la settimana scorsa che Android Market, il negozio online di cellulari basati sul sistema operativo made in Google, conta più di 80.000 applicazioni e ha superato il miliardo di download già quest’estate. Una guerra di cifre in cui occorre tuttavia ricordare, precisa La Tribune, che a volte le aziende conteggiano tra le proprie apps delle semplici suonerie o funzionalità per la chiamata rapida.

Nokia ribatte comunque di poter ancora contare sulla più vasta base installata di smartphone (175 milioni, contro 60 milioni di iPhone e più di 25 milioni di Android stimati) e che farà leva su questa leadership per cominciare a ragionare in termini di “applicazioni pertinenti”.

Corteggiare gli sviluppatori fa parte della nuova strategia. Nokia non è l’unica a perseguirla, visto che la stessa Apple, tanto severa sul proprio software, ha finalmente allentato le restrizioni all’uso di Flash. Google è la più lassista, non esercitando alcun controllo sui contenuti delle applicazioni presenti sull’Android Market.

La strategia di Nokia è articolata e punta su due pilastri: la tecnologia, visto che l’azienda ha messo a punto una nuova piattaforma di sviluppo, il QT kit, che riduce del 70% il numero di linee di codice per scrivere apps per gli smartphone Nokia con sistema Symbian, e il sistema di pagamento, che remunera tutti gli attori della catena. Nokia ha infatti siglato una serie di accordi che permetteranno ai clienti di comprare le applicazioni tramite la fattura dell’operatore di rete mobile.

Attualmente, Apple, Google e Nokia pagano agli sviluppatori il 70% degli introiti delle vendite di apps effettuate nei loro stores e trattengono il 30%. Se un cliente Nokia può usare la bolletta telefonica, la quota diventa 60/40, ovvero 60% per gli sviluppatori, 30% per Nokia e 10% per il carrier, secondo quanto spiega il Financial Times. Per Nokia, è anche così che si costruisce un business model che permette di guadagnare dalle apps. Andrà bene anche per gli sviluppatori? Evidentemente, Nokia pensa che consentire ai clienti di pagare tramite la bolletta telefonica sia un incentivo all'acquisto delle applicazioni che hanno un prezzo (è noto che oggi le più scaricate sono quelle gratis). Elop promette: le entrate degli sviluppatori cresceranno del 50%.

17 Settembre 2010