Ngn, accordo fra le telco. Modello "ibrido" per le reti

BANDA LARGA

L'odierno tavolo tecnico convocato dal ministro Romani ha sortito l'intesa sull'equipment da utilizzare nell'ambito della realizzazione delle nuove reti ultrabroadband. Trovata una soluzione tecnica che consente l'utilizzo sia del Gpon sia del P2P. La prossima settimana via alla consultazione pubblica per il censimento della fibra

di Mila Fiordalisi
Accordo fatto tra i principali operatori nazionali di telecomunicazioni sul modello infrastrutturale alla base dello sviluppo delle reti Ngn.

L'intesa - di cui dà notizia una nota del Dipartimento Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico - è stata raggiunta in occasione dell'odierno tavolo tecnico convocato dal vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani.

Il tavolo ha "definito il modello infrastrutturale di base  - cavidotti, fibre ottiche spente, collegamenti verticali, permutatori ottici e collegamenti ottici per stazioni radio base - che dovrà essere punto di riferimento dell'attività che Governo, Enti locali e operatori prevedono di sviluppare congiuntamente", si legge. "Un modello volto ad assicurare la massima armonizzazione con le infrastrutture esistenti". Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni si è optato per un modello "ibrido": di fatto si potranno utilizzare sia la tecnologia Gpon (caldeggiata da Telecom Italia) sia quella point-to-point (su cui invece sono orientati gli Olo). L'utilizzo delle differenti tecnologie - a scelta degli operatori - sarà possibile grazie all'utilizzo di un cavidotto in cui far transitare le fibre.

Il vice ministro alle Comunicazioni nell'evidenziare l'importanza dell'intesa " fondamentale proprio nell'attuale situazione economica che impone ogni sforzo per fare scelte mirate su progetti di natura infrastrutturale capaci di dare un impulso serio e strutturato alle prospettive di sviluppo e crescita del Paese" ha annunciato che "la prossima settimana avvieremo, tramite una consultazione pubblica, un veloce e accurato censimento delle infrastrutture in fibra ottica presenti nel Paese e dei relativi piani di investimento per lo sviluppo delle stesse nei prossimi tre anni. Questo atto è propedeutico all'identificazione delle aree oggetto di intervento secondo il modello su cui oggi è stato trovato l'accordo e a un celere e omogeneo sviluppo delle reti di nuova generazione sul territorio nazionale".

La prossima settimana inoltre il ministero convocherà gli operatori medi e piccoli ai quali sarà presentato il nuovo modello. "Hanno già manifestato al gruppo tecnico un concreto interesse a partecipare al progetto 'Italia digitale'".

E' fissata fra 15 giorni invece la seconda riunione con i vertici delle principali Telco "con l'obiettivo di sancire i principi e le tappe necessarie per l'avvio concreto della partnership pubblico-privata che possa operare sulle infrastrutture passive necessarie alle reti di nuova generazione".

La nota del ministero evidenzia che l'accordo raggiunto farà da base al perseguimento degli obiettivi definiti dall'Agenda Digitale europea che prevede entro il 2020 "che il 50% degli utenti domestici italiani ed europei abbia attivato abbonamenti per servizi con velocità superiore a 100 Megabit".

Intanto il presidente di Agcom ha espresso apprezzamento per i progressi registrati: "Poter disporre di un modello condiviso -spiega Corrado Calabrò - non può che agevolare il percorso di definizione delle nuove regole per le reti Ngn che l'Agcom si accinge a varare. L'Autorità affronterà nella prossima riunione del suo Consiglio tale compito, tenendo in massimo conto la Raccomandazione che la Commissione Ue renderà nota nei prossimi giorni e avvalendosi del contributo di tutti i soggetti interessati".

"In questo contesto - conclude - si affronteranno temi quali le procedure di migrazione dal rame alla fibra, la fissazione delle tariffe sia per le infrastrutture passive sia per i servizi Ngn, valutando anche quale risk premium riconoscere agli investimenti".

17 Settembre 2010