Si infiamma la battaglia sul business delle map

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La cartografia su mobile sta diventando una commodity, ma si punta a nuove revenue grazie alla pubblicità geolocalizzata

di Patrizia Licata
Il business delle maps su mobile stimola la creatività dei giganti degli smartphone e infiamma la competizione tra big. La scorsa settimana a Londra Htc ha presentato due apparecchi dotati di un nuovo servizio di navigazione in cui le mappe sono precaricate: la navigazione avviene tramite il Gps dello smartphone, senza bisogno di attendere che la pagina si carichi e senza pagare il traffico 3G, come ha spiegato il direttore del marketing di Htc, John Wang. Il servizio è reso possibile dalla collaborazione tra il costruttore taiwanese e la società americana della navigazione, Route 66.

In questo modo, la maggior parte delle maps sono gratis, qualcuna è a pagamento, ma la speranza di Htc non è solo quella di generare revenue, bensì di differenziarsi dalle concorrenti, come nota su Les Echos Julien Theyes, analista di Screen Digest: “Nella corsa tra fabbricanti di smartphone, altre aziende probabilmente finiranno col seguire l’esempio di Htc”.

“Il mercato è nuovo, ma potrebbe svilupparsi enormemente anche in connessione con i network sociali”, secondo Marc Guerin, direttore commerciale Europa di Navteq, fornitore di mappe acquistato per 5 miliardi di euro da Nokia. “Trovate un amico nelle vicinanze grazie a Facebook e il telefono vi porta da lui, indicandovi quale autobus prendere. Nel percorso passerete davanti a un ristorante di cui vi sarà spedita la pubblicità”, spiega Guerin.

E’ l’arrivo dell’iPhone che ha fatto esplodere questo potenziale, aggiunge Aurore Tenenbaum, di ALK Technologies, società americana che vende soluzioni per la navigazione. “Da due anni il mercato è decollato: le nostre applicazioni per iPhone, Android e WindowsMobile vanno benissimo”.

Anche l’arrivo delle reti 3G ha permesso alle applicazioni mobili di decollare, ma non va trascurato il ruolo svolto dai nuovi modelli di business. “Stiamo passando da una logica di servizi a una di facilitazione”, spiega Thomas Husson, analista di Forrester Research. “Quello che era ieri un servizio a pagamento diventa oggi uno standard, e gratis. L’obiettivo a questo punto è fornire servizi localizzati a valore aggiunto”. Il passaggio è avvenuto con il deciso ingresso di Google nel settore, che a inizio anno ha messo a disposizione del pubblico una soluzione di navigazione completa, per orientarsi a piedi e in macchina. Nokia non ha perso tempo e ha a sua volta offerto gratuitamente i servizi di navigazione sui suoi smartphone.

Alla strategia aggressiva di Google, Nokia ha risposto con mappe che si precaricano e che pesano dieci volte meno di quelle della concorrente, nota Les Echos. Ma la battaglia si preannuncia serrata e di esito incerto, conclude il quotidiano francese, perché ormai la cartografia si è trasformata in commodity.

21 Settembre 2010