Banda larga, si rafforza l'asse Europa-Brasile

IL SUMMIT EUBRASIL

Al summit EuBrasil di Bruxelles presentato un dettagliato report sulle sfide Ict che vedono protagonisti i due Paesi. Valladao: "Rafforzare gli investimenti"

di Patrizia Licata
Sia il Brasile che l’Ue hanno messo a punto piani ambiziosi per lo sviluppo della banda larga, ma con approcci diversi. In Europa è la velocità di connessione a catalizzare gran parte del dibattito politico, mentre il Brasile si concentra soprattutto sulla sulla possibilità di raggiungere il maggior numero possibile di utenti garantendo un costo di connessione accessibile.

E’ quanto si legge nell’ultimo report pubblicato da Cullen International ed EUBrasil, l’associazione no-profit che si occupa di favorire lo sviluppo di legami commerciali e culturali tra Unione europea e Brasile, presentato in occasione del Seminario EuBrasil sul Dialogo Europa-Brasile sulla Società dell'Informazione e Media, organizzato al Parlamento europeo in collaborazione con Businesseurope, l'associazione che rappresenta l'industria europea, la Cni la voce dell'industria brasiliana, con le due maggiori associazioni di settore europee DigitalEurope ed Etno e con la più nota società di consulenza del settore Cullen International.

Obiettivo del Brasile è più che triplicare la penetrazione della banda larga entro il 2014, collegando 40 milioni di famiglie. Anche la Digital Agenda dell’Ue ha fissato dei target per il broadband, tra cui portare accesso alla connettività di base a tutti gli europei entro il 2013, la banda larga ad almeno 30 Mbps a tutti entro il 2020, e a 100 Mbps per la metà dei cittadini Ue per la stessa data. La Commissione stima che l’investimento necessario potrebbe arrivare a 270 miliardi di euro, la maggior parte dei quali dovrà essere fornita dal settore privato.

Secondo Elena Scaramuzzi di Cullen International, “L’approccio adottato dalla Commissione dimostra che uno dei problemi fondamentali in Ue è come stimolare gli investimenti privati assicurando al tempo stesso la concorrenza. Il Brasile, invece, sembra più concentrato sul far salire i livelli di adozione della banda larga. In Brasile si discute molto anche del ruolo che dovrà assumere l’ex monopolista di Stato Telebras all’interno del piano nazionale per la banda larga”.

Alfredo Valladao, membro del cda e presidente dell’advisory board di EUBrasil, commenta: “La crescita eccezionale del Brasile attrae sempre maggiore interesse dall’estero, anche dall’Europa. Il Brasile è diventato uno dei principali player mondiali sia a livello politico che economico. Siamo convinti che anche l’interesse da parte del Brasile a investire in Europa possa rafforzarsi”.

Lo studio di Cullen International-EUBrasil verrà presentato nel corso di un seminario sul Dialogo Ict tra Brasile e Europa organizzato dall’associazione EUBrasil per il 22 settembre al Parlamento europeo. Il report traccia un quadro comparativo dell’ambiente Ict di Brasile e Europa: “L’intenzione non è di fissare delle conclusioni o dare raccomandazioni, ma di stimolare il dibattito sui temi-chiave”, spiega Fabio Colasanti, membro del board di EUBrasil. “Siamo convinti che un’analisi obiettiva e un dibattito aperto siano l’approccio migliore per un dialogo costruttivo”.

23 Settembre 2010