Agcom, smentiti gli Olo: dall'unblundling impatto per 70 mln

AGCOM

In ambienti dell'Authority si precisa che la cifra di 1,1 mld stimata dagli alternativi "è infondata". Intanto Deutsche Bank valuta i benefici per Telecom Italia: oltre 200 mln dal 2012

di Enzo Lima
La cifra di 1,1 miliardi di euro relativa all’impatto della manovra sull’unbundling, diffusa ieri dagli operatori alternativi “è completamente priva di qualsivoglia fondamento”. E’ quanto emerge da ambienti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; l’ipotesi di adeguamento dei canoni - si osserva - "è stata deliberata dall’Autorità in doverosa applicazione del modello di costi raccomandato dalla Commissione europea".

"La manovra Agcom si riferisce ad un arco temporale di tre anni (2010-2012) e non al periodo retroattivo e ultrattivo assunto dagli Olo (2009-2015) - riferiscono fonti dell'Authority -. Dopo il 2012 i livelli di prezzo saranno soggetti ad una nuova analisi di mercato, all’esito della quale verrà effettuata ogni valutazione: qualunque speculazione oltre il periodo di validità della manovra non ha perciò valore. Il calcolo inoltre considera dati previsionali aleatori e include solo le poste in aumento, omettendo l’impatto sul mercato delle sensibili riduzioni dei prezzi di altri servizi di accesso (es. bitstream), decisi con lo stesso provvedimento".

La stima corretta - secondo l’Autorità - è dunque di circa 70 milioni di euro nel triennio, quale saldo complessivo per il mercato delle variazioni dei prezzi dei vari servizi (unbundling, wholesale line rental e bitstream), a parità di linee.Peraltro, gli eventuale aumenti per gli anni 2011 e 2012 saranno riconosciuti solo dopo la verifica del miglioramento qualitativo della rete Telecom , della riduzione del numero dei guasti e dei tempi di attivazione dei servizi.

Lo schema di provvedimento è attualmente all’esame della Commissione europea. “La decisione finale, che darà pubblicamente conto degli impatti della manovra, verrà presa pertanto, come gli operatori sanno bene, solo dopo il parere di Bruxelles”, si ricorda.

Intanto Deutsche Bank valuta gli effetti dell'aumento all'aumento delle tariffe unbundling pet Telecom. Secondo la banca per l'operatore deriveranno benefici fino a 200 milioni per Telecom Italia.

IDeutsche Bank osserva come l'incremento deciso sia leggermente più basso di quanto richiesto dal gruppo (+7,7% nel 2011 e +11,7 % nel 2012) con un impatto sul fatturato di 48 milioni di euro (+0,4% Ebitda) che diventeranno 75-80 milioni nel 2012 (+0,7 % Ebitda).

Questo aumento all'ingrosso - si legge in una nota dell'istituto - dovrebbe tradursi in una crescita dei prezzi al dettaglio con ulteriori benefici per il 2011 di 85-90 milioni di euro e 125-130 milioni a partire dal 2011. In totale quindi, il beneficio legato all'aumento  deciso dall'Autorità ammonterebbe dal 2012 in poi a circa 204 milioni di euro. Alla luce di questa nuova situazione Deutsche Bank ha fissato il price target di Telecom Italia a 1,32 euro (la quotazione odierna è di circa 1,03 euro).

24 Settembre 2010