Banda larga universale: in Finlandia telco "a rischio"

L'SOS DELL'ETNO

L'obbligo di fornire connessioni a 1 Mb a tutti i cittadini sta impattando sul business degli operatori che hanno investito e stanno investendo nelle infrastrutture. Nessun "indennizzo" e tetto ai prezzi retail per l'accesso alle reti. L'Etno lancia l'sos alla Kroes.

di Patrizia Licata
Banda larga universale: la Finlandia, pubblicizzata come il primo esempio Paese in cui il broadband è diventato un diritto per tutti i cittadini, presenta anomalie secondo l’Etno che si è rivolta al commissario Ue alla Digital Agenda, Neelie Kroes, perché presti attenzione a quanto succede nel Paese nordico.

Lo scorso luglio le autorità finlandesi hanno introdotto l’obbligo di servizio universale per dare accesso alla banda larga a 1 Mb a ogni casa (purché sede di residenza permanente) e azienda, anche nelle aree remote e meno densamente popolate del Paese. Poiché tale obbligo va oltre i requisiti minimi per il servizio universale previsti dalla Direttiva Ue, è stata necessaria una riforma legislativa. Tuttavia, non è stata introdotta alcuna forma di indennizzo da parte dello Stato per le spese necessarie a ottemperare all’obbligo, come prevede invece la Direttiva, sottolinea l’associazione che riunisce i grandi player dell’Ict in Europa.

L’Etno si dice inoltre preoccupata perché il ministro dei Trasporti e delle comunicazioni finlandese ha recentemente avanzato l’ipotesi di imporre un tetto al prezzo retail per la fornitura della connessione a banda larga obbligatoria come servizio universale. Secondo l’Etno una mossa del genere sarebbe lesiva della libera concorrenza e impedirebbe agli operatori di ottenere equi ritorni sugli investimenti effettuati.

“Come sottolineato dal commissario Kroes nel recente discorso tenuto al Nordic Broadband Forum, gli obblighi di servizio universale non dovrebbero tradursi in un peso che grava solo sull’industria”, afferma l’Etno. Per questo l’associazione chiede alla Commissione europea di assicurarsi che la Universal Service Directive non venga recepita in modo tale da danneggiare il mercato e ostacolare la capacità degli operatori di investire.

28 Settembre 2010