Italia, vola il business digitale trainato da giochi e pubblicità

SMAU-POLIMI

Secondo l'Osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano il mercato vale 11,5 miliardi di euro, in crescita del 13% in un anno. "Smartphone e tablet stanno cambiando le abitudini dei cittadini"

di Patrizia Licata
Non c’è crisi per il business digitale: secondo i dati della seconda edizione dell'Osservatorio Smau-School of management Politecnico di Milano, i mercati digitali consumer valgono 11,5 miliardi di euro, in crescita del 13% sul 2009, così scomposti: 5.420 milioni per l'ecommerce (47% dell'intera torta), 4.564 milioni per contenuti digitali e servizi (39%), mentre 1.587 milioni è il valore della pubblicità (14%).

Quasi la metà del mercato, dunque, deriva dalla vendita di prodotti e servizi non digitali su Internet, in crescita del 15% rispetto al 2009. Nel corso del 2010, gli italiani hanno acquistato prevalentemente viaggi, elettronica di consumo, assicurazioni, editoria, musica e abbigliamento. Con un primo accenno di crescita della vendita di prodotti e servizi attraverso gli smartphone, con un valore che nel 2010 raggiunge “qualche milione di euro – come fanno sapere dal Politecnico – grazie soprattutto alla vendita di biglietti da parte di Trenitalia”.

“Gli italiani sono sempre più digitali – spiega Raffaello Balocco, responsabile scientifico dell'Osservatorio del Politecnico – e questo grazie all'utilizzo di cellulari e smartphone capaci di andare su Internet per fruire di contenuti e servizi in qualsiasi posto ci si trovi, connected tv in grado di navigare, tablet pc con funzionalità e applicazioni sempre più numerose ed avanzate. La digitalizzazione è forse il fenomeno che più di ogni altro sta cambiando radicalmente il modo di vivere degli italiani: a livello di acquisti, di intrattenimento, e di accesso ai diversi media”.


Ecco allora che il 40% del mercato – pari a oltre 4,5 miliardi di euro – è rappresentato dai contenuti digitali e dai servizi a pagamento, in crescita del 7% rispetto al 2009, trainati dalle vendite di abbonamenti premium sulle tv digitali (+6% nel 2010) e dal boom dei giochi e delle scommesse in rete, cresciuti di oltre il 30% nel 2010. In calo del 10% le vendite delle vecchie suonerie e dei giochi digitali, “in attesa che il nuovo paradigma del mobile internet e degli store online dia i suoi frutti”, spiega Balocco.

Il restante 14% del mercato – quasi 1,6 miliardi – è rappresentato dalla pubblicità veicolata attraverso piattaforme digitali, cresciuta del 20% nel 2010. In questo settore la crescita maggiore (+30%) è quella segnata dalla pubblicità sulle tv digitali, seguita dalle vendite pubblicitarie sul web (+18%). “In uno scenario di crisi e di austerity le aziende devono ridurre i costi – ha detto Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau – ma applicando le risorse in modo attento e mirato possono massimizzare l'impatto dei loro investimenti”.

29 Settembre 2010