Net neutrality, il Congresso Usa si spacca sulla bozza "salva-telco"

NET NEUTRALITY

Arenata sul "no" dei repubblicani la proposta-compromesso avanzata dai Democratici, che puntava a preservare per due anni le telecom dalle regole invocate dalla Fcc

di Patrizia Licata
Il Congresso Usa si spacca sul grande tema della neutralità della rete. E l’accordo-compromesso tanto atteso va in fumo. Il dibattito sulla proposta di legge, seguito da vicino dalle aziende telecom, si è interrotto sull’opposizione esercitata dal repubblicano Joe Barton. Ora la palla potrebbe tornare alla Fcc e alla mano di Genachowski, decisamente più pesante rispetto alla proposta di legge arenata.

Il paladino della nuova proposta è il Democratico Henry Waxman, presidente dell’House energy and commerce committee. Come scrive il Financial Times, Waxman sostiene di poter contare sull’appoggio delle aziende telefoniche e del cavo, oltre che delle associazioni dei consumatori. La sua proposta-compromesso punta a proteggere la neutralità della rete (il principio secondo cui gli lnternet service provider non possono favorire contenuti a danno di altri), ma solo nel breve termine. Proibisce infatti ai carrier mobili di bloccare siti Internet e vieta alle aziende telefoniche e del cavo di discriminare “ingiustamente” alcuni contenuti rispetto ad altri sul web. Ma nello stesso tempo protegge le aziende telefoniche e del cavo per due anni dalle regole che la Fcc vorrebbe imporre ai fornitori di accesso a Internet ultra-veloce (il presidente della Fcc Julius Genachowski vorrebbe regolare i fornitori di banda larga alla stessa stregua dei fornitori di servizi di telefonia).

“E’ una proposta che fa contenti tutti”, secondo Waxman. “I consumatori avrebbero la garanzia di un Internet aperto, e gli Internet service provider non dovrebbero preoccuparsi delle regole che la Fcc ipotizza”. Ma la legge può andare avanti solo col sostegno di Barton, ha aggiunto Waxman, anche se potrebbe sbloccarsi dopo le elezioni di medio termine a novembre. Tuttavia, se la legge non passa neanche a novembre, la palla torna alla Federal communications commission di Genachowski.

Il Repubblicano Barton ha risposto alle dichiarazioni di Waxman definendole una “tacita ammissione” che la Fcc ha preso la strada sbagliata e che le regole sarebbero un danno per gli investimenti. “Mi sono consultato con i leader Repubblicani membri dell’Energy and commerce committee e la nostra impressione è che la proposta di Waxman non sia sufficiente a garantire l’apertura di Internet e al tempo stesso favorire l’innovazione e la creazione di nuovi posti di lavoro”.

30 Settembre 2010