Pubblicità, la Ue alla Francia: "Via la tassa telecom"

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Braccio di ferro Parigi-Bruxelles sul balzello a carico degli operatori di Tlc per compensare l'abolizione degli spot dalla Tv pubblica. La Commissione: "Incompatibile con il diritto europeo". Il governo francese: "Non aboliremo la misura"

di F.M.
Sì agli aiuti di Stato per compensare l’eliminazione della pubblicità sui canali di France Televisions. Ma no alla “tassa telecom” per finanziarla. La Commissione europea ha chiesto alla Francia - e conseguentemente anche alla Spagna che aveva adottato un simile provvedimento nel settembre 2009 - di abolire queste misure.

Secondo l'Ue, infatti, misure a carico del settore Tlc sono ''incompatibili con il diritto europeo nel settore delle telecomunicazioni, che prevede che le tasse agli operatori devono essere specificatamente e direttamente collegate alla copertura dei costi della regolamentazione del settore delle telecomunicazioni.

La richiesta di Bruxelles non è però piaciuta al governo francese che ha fatto sapere di non avere intenzione di sopprimere la tassa sulle telco. “L’interpretazione data dalla Commissione è fallace - ha risposto Christine Lagarde, ministro dell’Economia -. Ogni Stato ha il diritto di introdurre una tassa su un determinato settore. È una garanzia riconosciuta dal trattato di Roma. Lo faremo presente anche in sede europea”.

Ora la Francia ha due mesi di tempo per rispondere ai rilievi di Bruxelles, ma se non riuscirà a convincerla, la Commissione Ue potrà decidere di aprire una procedura di infrazione.

01 Ottobre 2010