Wifi, decreto Pisanu verso la cancellazione?

INTERNET

Iniziativa legislativa bipartisan per abrogare le regole che limitano l'adozione delle reti wireless aperte in Italia: l'articolo 7 obbliga i gestori di pubblici esercizi a richiedere l'identificazione degli utenti per l'accesso. Promotori Paolo Gentiloni (Pd), Linda Lanzillotta (Api) e Luca Barbareschi (Fli)

di Federica Meta
Si chiama “abrogazione delle norme recanti limitazioni dell'accesso ad Internet”. Ed è la proposta di legge bipartisan che mira ad abrogare l’articolo 7 del decreto Pisanu (Dl. n. 144 del 2005, poi convertito con legge n. 155 del 31 luglio 2005 – Misure urgenti per il contrasto al terrorismo internazionale) che obbliga un gestore di pubblico esercizio a richiedere l'identificazione da parte dei suoi avventori per l'accesso alla Rete a mezzo WiFi.

Promotori dell'iniziativa il responsabile delle Comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta (Api) e Luca Barbareschi, appena nominato responsabile Tlc di Futuro e Libertà per l'Italia (Fli).
"In nessun Paese al mondo esiste una norma come questa – ha spiegato la Lanzillotta, nel presentare l’iniziativa presso la Sala Stampa di Montecitorio -. Abbiamo effettuato studi dai quali emerge che l'utilità effettiva di dell'articolo 7 come strumento anti-terrorismo è marginale. L’unico effetto, decisamente negativo, è quello di frenare l’innovazione in un Paese che sconta ancora forti ritardi”. “Non va dimenticato – ha ricordato la deputata Api – che Internet è una leva fondamentale per la modernizzazione di un Paese”.

I promotori dell’iniziativa chiederanno alla Commissione Trasporti e Tlc della Camera di inserire all’ordine del giorno la proposta per un confronto nel merito per evitare che la norma (la cui scadenza è prevista per la fine del 2010 ndr) venga inserita nel decreto Milleproroghe al vaglio del governo.

“Oggi gli utenti sono costretti a presentare un documento di identificazione ai gestori degli Internet poit e i gestori, invece, a tenere una sorta di anagrafica degli users – ha sottolineato Gentiloni -. Il tutto con un eccesso di burocratizzazione che, oltre a non stimolare la diffusione del Web, frena anche lo sviluppo di microimprese come sono gli Internet point. Un po’ troppo per un governo che ha un ministro alla Semplificazione e che vuole fare l’impresa in un giorno!”.

A parlare della questione dell’identificazione di coloro che usano il Web, tema importante non solo nella prevenzione al terrorismo internazionale, ma anche in reati come la pedopornografia e più in generale l’hackeraggio, è Luca Barbareschi. “Certamente è una norma che va abrogata – rimarca – sia perché non ha dato i risultati sperati sia perché frena l’alfabetizzazione e la cultura digitale. Detto questo è anche importante ricordare che la questione dell’identificazione di chi usa la Rete è dirimente e va affrontata al più presto, prima con un’azione politica e poi con un provvedimento legislativo ad hoc”.

Nonostante non fosse presente nessun esponente, anche il Pdl sembra orientato all’abrogazione dell’articolo 7.  “Il Governo decida oggi di non prorogare ulteriormente l'efficacia del decreto Pisanu”, chiedono i Club della Libertà.

Si evitino - si legge in una nota - “provvedimenti intermedi o parzialmente risolutivi, abrogando l'intero Articolo 7 della L. 155/2005 insieme ad ogni sua successiva integrazione, liberando così il Paese da uno dei lacci che ne frenano la crescita, consentendo quello sviluppo dell'alfabetizzazione digitale che da smartphone e nuovi dispositivi come l'Ipad può avere un nuovo impulso”.

“Con questo appello al Governo, apparso oggi sul sito dei Club della Libertà - si legge - l'Associazione chiede libertà di poter installare e gestire reti senza fili, come avviene in moltissimi Paesi europei”.

“A oggi un sistema per garantire l'identificabilità di chi accede alla Rete, a prescindere se via cavo o via access point WiFi - conclude - è uno dei grandi problemi che affliggono Internet tutta, e non è un tema solo italiano. Ma visto che ad oggi non esiste una soluzione funzionante e non frenante l'uso del mezzo, e dato che si tratta di un problema di sistema, è inopportuno tentare nuovamente la strada della soluzione casalinga, visti gli effetti già sortiti, mentre è il caso di allinearsi immediatamente alla libertà di connessione e allo sviluppo della rete WiFi presente negli altri Paesi europei”.

06 Ottobre 2010