Bevilacqua (Cisco): "Banda larga, il video è la killer app. Ma servono nuove reti"

BEVILACQUA (CISCO)

L'Ad accende i riflettori sul ritardo italiano: "Le infrastrutture attuali soddisfano le necessità, ma fra cinque anni non saremo in grado di sviluppare nuovi servizi"

di Mila Fiordalisi
"L’Italia ha un problema: l’incapacità di collaborare e fare sistema. Siamo il miglior paese al mondo per i progetti pilota. Ma il più delle volte restano tali”. David Bevilacqua, numero uno di Cisco Italia, dal palco del convegno di Capri “Giochiamoci il futuro” invita le aziende del comparto Ict a compattarsi per spingere in particolare la realizzazione di nuove infrastrutture.

“Abbiamo una rete in grado di supportare le app di cui abbiamo bisogno oggi. Ma guardando alle app disponibili fra 5 anni siamo in forte ritardo. E non solo rispetto ai Paesi avanzati: stiamo accumulando ritardo anche nei confronti di Paesi quali Bulgaria, Romania, Lituania e Lettonia”, sottolinea Bevilacqua. “È il video la vera killer app dell’ultrabroaband. Ma per garantirne lo sviluppo servono precisi prerequsiti. Intanto è chiaro che l’ultrabroadband è fibra. Una rete moderna deve essere simmetrica, la capacità di upload e download deve essere la stessa: cosa impossibile con l’Adsl”.

Bevilacqua richiama l’attenzione anche sul problema della qualità: “Spesso si pensa solo a caratteristiche quali penetrazione e velocità. Ma la qualità di un servizio broadband si misura in termini di simmetria, throughput e latenza”. Il futuro? È in telepresenza. Per rendere l’idea dei risparmi possibili, Bevilacqua sottolinea che “abbiamo fatto 160mila meeting in telepresence risparmiando 636 milioni di dollari in biglietti aerei, incrementando di 238 milioni la nostra produttività”.

07 Ottobre 2010