Catricalà: "Per fare la Ngn serve società della fibra"

NUOVE RETI

Secondo il presidente dell'Antitrust le regole della newco "devono essere asseverate dall'Antitrust". "Iniziative individuali troppo timide". E sulla net neutrality: "Un tabù. Va remunerato chi investe"

di Mila Fiordalisi
“Per fare le reti ultrabroadband serve la società della rete”. Il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà cambia radicalmente la propria linea. Dal palco del convegno “Giochiamoci il futuro” – organizzato da Between - in corso a Capri, il numero uno dell’Authority si schiera fortemente a favore della newco. “Ammetto di essermi sbagliato all’inizio. Ed oggi posso dire che non cambierò nuovamente idea. Non ci sono altri modi in Italia per fare le nuove reti. Le iniziative individuali non comportano il raggiungimento di obiettivi che una società deve e può garantire con un terzo dei fondi pubblici”.

Secondo Catricalà la autocandidatura di Telecom Italia con il suo progetto che prevede di garantire la copertura ultrabroadband al 50% della popolazione entro il 2018 “è troppo timida”. E poco impattanti sarebbero anche le iniziative proposte dagli operatori alternativi: “Cablare 15 città non rappresenta una soluzione strutturale”, puntualizza Catricalà. Secondo il presidente dell’Autorità il compito del mercato “è stabilire quali sono gli interventi prioritari, capire dove si concentra la domanda. Fare cattedrali nel deserto non conviene a nessuno e tanto più quando si parla di innovazione”. Ma spetta allo Stato il compito di dare l’indirizzo strategico.

“Gli obiettivi ce li ha dati la Ue e ora è necessario intervenire per non restare fuori. Noi non dobbiamo perderci in troppe chiacchiere. Il nostro è un paese di tantissimi decisori. Ed è vero che alla fine la scelta la deve fare il percato ma serve un piano, un indirizzo dall’alto”. Catricalà nel ricordare di aver proposto la costituzione di una newco per il broadband nell’ambito della legge della concorrenza (proposta che non è stata accolta dal governo) – che “le regole della governance devono essere asseverate dall’antitrust”.

Il presidente dell’Autorità affronta anche il tema della net neutrality. “Bisogna superare i taboo della neutralità della rete. Chi investe deve essere remunerato. E va remunerato anche lo Stato, in caso di ruolo da investitore. Nessuno può permettersi di bruciare risorse, il privato e nemmeno il pubblico”. È possibile annoverare la banda larga fra i servizi universali? “Ci vuole un’Autorità pubblica che lo stabilisca”.

07 Ottobre 2010