Calabrò: "Frequenze tv alle Tlc, massimo impegno di Agcom"

CORRADO CALABRO'

"La tv è importante, ma il comparto Tlc è determinante. Serve assegnare alle telco 71 MHz sulla banda da 800 MHz sui canali da 61 a 69". E sulle Ngn: "La società della rete sembra ormai irrealizzabile, pensiamo ad altre soluzioni"

di Mario Sette
“Stiamo facendo di tutto per assegnare alle telco 71 MHz sulla banda preziosa da 800 MHz sui canali da 61 a 69. La Tv è importante ma il comparto delle Tlc è determinante. Le telecomunicazioni rappresentano un valore aggiunto. E sono la chiave affinché il Paese non scivoli nella recessione”. Il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò ribadisce la necessità di assegnare nuove risorse alle telco in occasione del convegno Between “Giochiamoci il futuro” in corso a Capri. E lo fa anche accennando al progetto 1.000 Comuni appena annunciato da Vodafone che prevede di portare almeno 2 Mb in tutta Italia di qui ai prossimi tre anni partendo dai Comuni affetti da digital divide.

“Questi progetti – dice Calabrò – sono importanti ma per essere portati avanti ancor più richiedono lo sblocco di risorse nonché investimenti sulle reti di nuova generazione”,. Secondo Calabrò “la rete condivisa sarebbe l’optimum ma se le aziende non trovano un accordo bisogna andare avanti comunque”.

“Anche la banda larga mobile ha bisogno di fibra – puntualizza -. Le reti già danno segni di collasso”. Il presidente dell’Authority rievoca il modello utilizzato per il digitale terrestre indicandolo fra le possibili soluzioni e non a caso, così come per il Dtt è stato appena avviata una ricognizione territoriale per fare un catasto delle infrastrutture in fibra disponibili sul territorio: “Ma le iniziative in corso in alcune regioni, come in Lombardia, hanno bisogno di regole. Sono le stesse regioni a chiedercele ed è giusto che si proceda velocemente per garantire lo sviluppo dei progetti”.

Riguardo alla possibilità della rete nazionale, Calabrò sottolinea che il memorandum raggiunto dal tavolo Romani fra Telecom e Olo riguarda le infrastrutture passive e non la realizzazione del network. “Per una sola rete sarebbe necessario il conferimento della rete Telecom. Ma l’azienda ha già detto di non essere disponibile. E fra l’altro non ci sarebbero i soldi pubblici per un eventuale esproprio. Ad ogni modo la società veicolo non rappresenta affatto l’unica soluzione, anche se è l’unica per poter contare eventualmente sulle risorse della Cassa depositi e prestiti attraverso finanziamenti a tassi di mercato ma moderati. E lo Stato potrebbe dare garanzie sugli investimenti. Sarebbe la formula più congeniale, ma sembra sfumata”. In quanto alle regole per l’accesso alle nuove reti Calabrò assicura “che saranno le più pro-competitive".

08 Ottobre 2010