L'Arcep: "Sulle Ngn i privati non ostacolino l'iniziativa pubblica"

ARCEP

Il presidente dell'Authority francese Silicani: "Un quadro regolamentare ad hoc per garantire coerenza nello sviluppo delle reti"

di Federica Meta
Quadro normativo certo e sussidiarietà pubblico-privato. E' la ricetta francese per espandere le Ngn nel Paese spiegata da Jean Ludovic Silicani, presidente de l'Arcep, in un'intervista a la Gazette de Communes.
Silicani ricorda che  "la legislazione comunitaria consente l'intervento pubblico, come un servizio di interesse economico generale. Ma le condizioni legali sono molto severe ed i progetti sono soggetti ad autorizzazione da parte della Commissione europea". In questo contesto la domanda da porsi è: dove sarebbe l’interesse pubblico ad investire denaro in zone dove già i privati sono pronti a finanziare le infrastrutture? E, successivamente, cosa fare se un operatore privato ritiene che l’area è redditizia e svilupperà una propria infrastruttura, in concorrenza con la reti di intervento pubblico (Rip)?

"E' importante definire piani direttivi specifici e un quadro regolamentare ad hoc - precisa Silicani -. L'Arcep sta lavorando per garantire coerenza nella distribuzione delle reti e un giusto livello di sussidiarietà". In altre parole l'Agcom francese punta ad assicurare che l'iniziativa privata non sia di ostacolo a quella pubblica e, dunque, ai bisogni della comunità locali.
"Dopo la consultazione, a cui hanno partecipato anche gli enti locali - ha aggiunto - ci siamo convinti a cambiare il metodo di calcolo per la determinazione del prezzo di accesso ai canali di France Telecom".

Per quanto riguarda, infine, i finanziamento, Silicani ha reso nota la possibile ripartizione tra pubblico e privati. "Si stima che servano fino a 25 miliardi di euro per coprire il territorio con la fibra ottica. Ipotizziamo che, nei prossimi cinque anni, gli investimenti privati sarebbero di circa 800 milioni di euro all'anno, in media, 12 miliardi in 15 anni - conclude -. Quelli pubblici potrebbero essere dello stesso ordine di grandezza: 200 milioni di euro all'anno potrebbero essere finanziate dal governo e 200 milioni da parte dell'Unione europea Altri 400 milioni arriverebbero infine dalla autorità locali".

11 Ottobre 2010