Cicconi (AT&T): "Le regole favoriscano gli investimenti"

NUOVE RETI

Il senior executive vice presidente: "Negli Usa gli investimenti nella banda larga sono decollati grazie a una politica della Fcc più favorevole al business"

di Alessandro Castiglia
“Stati Uniti ed Europa, Italia inclusa, devono trovare il modo di collaborare più strettamente. In una geopolitica che cambia, dove emergono nuovi colossi come la Cina e l’India, la collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico non deve attenuarsi affinché entrambe le aree possano affrontare al meglio le nuove sfide”: è il messaggio lanciato da James Cicconi, senior executive vice president di AT&T durante un incontro organizzato a Roma dall’associazione PuntoIt.

Alla riunione, nella prestigiosa cornice dell’hotel Hassler a Roma, hanno partecipato un selezionato gruppo di rappresentanti della politica, delle autorità regolatorie, dell’imprenditoria del settore Ict, del mondo accademico. Per Cicconi è stato l’ultimo appuntamento di una serie di colloqui che lo hanno visto impegnato a Bruxelles e a Roma con rappresentanti della politica, delle istituzioni, delle autorità regolatorie europei ed italiani.

“Sono stato colpito da come in Europa la discussione sulle telecomunicazioni sia legata alle politiche per la ripresa – ha spiegato Cicconi –. Ho visto grandi speranze su come l’Ict possa contribuire alla crescita dei Paesi europei. Un’impostazione che condivido. Anche negli Stati Uniti gli investimenti nell’economia digitale rappresentano uno degli elementi più importanti su cui punta l’amministrazione Obama per uscire dalla recessione economica”.

Per quanto riguarda la sua azienda, Cicconi ha spiegato che AT&T investe circa 19 miliardi di dollari l’anno, “più di tutti gli altri”. Oltre al focus sull’infrastruttura tecnologica, oggi un’azienda di telecomunicazioni non può sottovalutare l’importanza del servizio: “è molto più centrale che in passato. Internet ha un potenziale enorme e può aiutarci anche per offrire servizi e prodotti migliori”.
Cicconi ha però osservato come il quadro regolatorio sia determinante nel creare un ambiente giuridico adatto a favorire gli investimenti, in particolare nelle reti di nuova generazione che saranno sempre più essenziali per lo sviluppo di Internet, per offrire nuovi servizi ai cittadini per supportare e allargare il business delle imprese. “La discussione sulle net-neutrality - che negli Usa si declina in maniera diversa che in Europa - non può sottovalutare che la remunerazione degli investimenti è il driver essenziale perché le aziende possano investire nelle nuove tecnologie. Si tratta di investimenti rischiosi, dai ritorni non brevi. Il regolatore non può ignorarlo altrimenti si mette a repentaglio lo sviluppo bloccandolo”.

A questo proposito, Cicconi ha ricordato come “l’esplosione degli investimenti nelle nuove reti broadband negli Stati Uniti abbia fatto seguito alla decisione della Fcc di rivedere la propria impostazione regolatoria in termini più favorevoli allo sviluppo del business”. “L’incontro con Ciccone ha riscosso molto successo ed è stato particolarmente stimolante – osserva Domenico Bosi, vicepresidente di PuntoIt – questo conferma la bontà della formula. Altri, ne seguiranno in futuro, sempre con personaggi di primo piano del mondo del mondo dell’Ict italiano e internazionale”.

12 Ottobre 2010