Telco francesi, una tassa per finanziare la ricerca

ONDE ELETTROMAGNETICHE

Un emendamento alla Finanziaria 2011 prevede un balzello per gli operatori proprietari di antenne. Sul piatto 10 milioni da destinare allo studio degli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute

di Federica Meta
Si chiama “taxe Jouanno” ed è il nuovo balzello con cui la Francia intende tassare gli operatori telefonici per sostenere finanziariamente la ricerca sulle onde elettromagnetiche e i danni alla salute che queste possono provocare. Rivolta in particolar modo agli operatori che dispongono di antenne sul territorio francese, l’imposta sarebbe “pari al 10% dell’ammontare della tassa forfettaria sulle reti aziendali (Ifer) – scrive oggi La Tribune -. Con il provvedimento lo Stato dovrebbe incassare circa 10 milioni di euro all’anno”.

L’importo raccolto sarebbe devoluto all’Anses (Agenzia nazionale delle sicurezza sanitaria) e all’Asp (Agenzia dei servizi e di pagamento) per studiare, appunto, gli eventuali danni sulla salute delle persone.

Proposta come emendamento al progetto di legge Finanziaria 2011 la nuova tassa non piace affatto agli operatori mobili che puntano il dito contro l’ammontare  a loro dire eccessivo del balzello: “È fino a 10 volte superiore all’ammontare attuale del contributo degli operatori alla ricerca a favore della Frs (Fondazione Salute e Radiofrequenza) a cui devolviamo circa 500mila euro l’anno”. Inoltre criticano il principio secondo il quale il contributo viene basato solo sul numero di antenne di cui dispongono le aziende. Antenne che, nel tempo, sono destinate ad aumentare con un conseguente aumento della tassa.

15 Ottobre 2010