Brunetta: "Wi-Fi libero al prossimo Consiglio dei ministri"

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Il ministro annuncia che l'abrogazione dell'articolo 7 del decreto Pisanu sarà sul tavolo del Governo. E sui suoi programmi di innovazione confessa: "Mi aspettavo plausi, ho trovato barricate"

di Paolo Anastasio e Federica Meta
Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare l'abrogazione dell'art. 7 della legge Pisanu sull'obbligatorietà del deposito dei dati anagrafici sulle reti wi-fi. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta oggi a Venezia, a margine di un convegno sull'innovazione. "Il ministro Maroni - ha spiegato Brunetta - si è detto disponibile e penso che dal prossimo Cdm si potrà liberare la rete".

Sul tema si era mosso anche il parlamento. Lo scorso 6 ottobre un gruppo di deputati di entrambi gli schieramenti aveva presentato una proposta di legge per l'abrogazione dell'articolo 7 delle legge Pisanu che obbliga un gestore di pubblico esercizio a richiedere l'identificazione da parte dei suoi avventori per l'accesso alla Rete a mezzo WiFi.

Promotori dell'iniziativa il responsabile delle Comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta (Api) e Luca Barbareschi, appena nominato responsabile Tlc di Futuro e Libertà per l'Italia (Fli).

In occasione dell'evento veneziano il ministro si è detto deluso per l'accoglienza raccolta sino ad ora dal suo lavoro a favore della modernizzazione del Paese. 'E' una battaglia che comunque vincerò'' ha aggiunto il ministro.
''Un errore da evitare - ha spiegato Brunetta - è pensare che l'innovazione vada avanti da sola. Sbagliato: produce ridistribuzione di reddito e di potere ma ha tanti nemici. Ne so qualcosa io che avevo pensato che innovare la Pubblica amministrazione producesse plausi. Invece il risultato è l'opposto: ho ottenuto reazioni tossiche, balzane e stravaganti''.

Brunetta ha pescato a piene mani nel "cesto" degli esempi che gli passano davanti quotidianamente: dalla scuola (''è tutta in Rete, ma più di qualche banale dato amministrativo non si trova'') alla sanità (''quella del centro nord è un grande esempio di federalismo di successo, ma non c'è verso che i medici utilizzino fascicoli sanitari o certificati on line: i sindacati fanno le barricate''); dalla giustizia (''a quando i documenti elettronici?) alle categorie professionali (''sono milioni, giornalisti in testa, a rifiutare la Posta elettronica certificata).

''Per me è uno choc - ha ammesso Brunetta - tutto dipende dalla cultura della società civile che non ha fatto dell'innovazione uno strumento di crescita. Non servono soldi per utilizzarla, serve consapevolezza culturale".

Brunetta ha inoltre annunciato entro la fine dell'anno la pubblicazione di un atlante fotografico sullo stato dell'innovazione pubblica e privata in Italia e della sua funzione nel dialogo tra i due comparti.

L'atlante, realizzato in inglese, con la collaborazione di ministeri, enti locali e organizzazioni imprenditoriali ''dirà - ha spiegato Brunetta - dove si colloca il nostro Paese nei confronti degli altri Stati che solitamente in questo campo sanno raccontarsi molto più di noi. Verrà presentato in tutte le sedi internazionali - ha aggiunto Brunetta - e sarà una bella maniera di fare trasparenza anche nei confronti dei mercati, favorendo in tal modo gli investimenti''.

18 Ottobre 2010