Unbundling, Olo vs Agcom: il salasso da 1,1 mld "certificato" dagli analisti

LE NUOVE TARIFFE

Vodafone, Wind e Fastweb ricorrono alla società di consulenza Copenhagen Economics per valutare l'impatto degli aumenti tariffari. E' scontro sulle cifre: l'Authority di Calabrò stima un "valore" di 70 milioni mentre per gli alternativi si va oltre il miliardo

di Paolo Anastasio
Corrado Calabrò aveva definito le loro stime "inattendibili". Così Vodafone, Wind, Fastweb e gli altri operatori alternativi hanno deciso di chiedere a una società esterna di certificare i loro numeri, ossia che l'aumento delle tariffe di unbundling (quelle che pagano a Telecom per il passaggio sulla vecchia rete in rame) peserà sui loro conti per 1,1 miliardi di euro e non per poche decine di milioni come sostenuto da Calabrò.

A confermare la tesi dei concorrenti di Telecom, si legge in un articolo di MF, è stata Copenhagen Economics, una società olandese di consulenza esperta del settore tlc. L'incremento nei costi degli operatori alternativi, secondo Copenhagen Economics, varia dai 45 milioni del 2009 ai 70 milioni di quest'anno, ai 125 milioni del 2011, ai 200 del 2013 fino ai 250 milioni a partire dal 2015. Il totale fa 1,1 miliardi, la somma di cui avevano parlato Fastweb e gli altri operatori alternativi.

L'aumento di prezzo proposto dall'Authority, spiega Copenhagen Economics, peserà per 700 milioni sulle vecchie linee (gli attuali clienti degli Olo) e per 400 milioni sulle nuove linee che saranno attivate da qui al 2015.

Intanto, oggi pomeriggio lo stesso Calabrò, che stima in 70 milioni l'impatto dell'aumento delle tariffe di unbundling sugli operatori, avrà occasione di replicare durante un'audizione in Senato. Giovedì prossimo Neelie Kroes, commissario eurpeo dell'agenda digitale, deciderà sulla delibera di aumento delle tariffe. Infine, l'amministratore delegato di telecom, Franco bernabè, sarà ascoltato in Commissione trasporti alla camera sul piano industriale della società.

19 Ottobre 2010