Intel investe 8 miliardi sui super nano-chip

PROGETTI

Via alla realizzazione negli Usa dei nuovi impianti produttivi dedicati alla messa a punto dei microprocessori da 22 nanometri che arriveranno sul mercato nel 2012. Prevista l'assunzione di un migliaio di specialisti hi-tech

di Patrizia Licata
Intel investirà tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari in una serie di nuovi stabilimenti produttivi negli Stati Uniti dove lavorerà su nano-chip in silicio di ultimissima generazione. E’ un investimento rilevante, sottolinea oggi il Financial Times, soprattutto se si considera che il colosso dei chip ha attaccato il governo americano perché non offre sufficienti incentivi alle aziende a costruire fabbriche negli Usa, spingendole a delocalizzare.

Il ceo di Intel Paul Otellini ha affermato proprio questo mese di fronte al Council on foreign relations che costa un miliardo di dollari costruire, attrezzare e gestire uno stabilimento che produce chip negli Stati Uniti a causa dell’attuale politica fiscale e carenza di incentivi da parte di Washington.

Ciononostante, l’azienda della Silicon Valley costruirà un nuovo impianto produttivo nell’Oregon e ammodernerà quattro impianti già esistenti in Arizona e Oregon per produrre chip con circuiti larghi 22 nanometri (22 miliardesimi di un metro), ancora più piccoli dell’attuale generazione di chip con circuiti di 32 nm. Ciò contribuirà a creare 6.000-8.000 opportunità di impiego nella costruzione degli stabilimenti; in più, una volta realizzati gli impianti, Intel assumerà stabilmente 800-1000 specialisti high-tech.

“L’annuncio di oggi rappresenta la nuova fase del continuo progresso della legge di Moore e un nuovo impegno a investire nel futuro di Intel e dell’America”, ha dichiarato Otellini. La legge di Moore prevede che il numero di transistor che si possono inserire in un chip raddoppierà circa ogni due anni. I primi chip da 22 nm (nome in codice Ivy Bridge) dovrebbero entrare in produzione alla fine del prossimo anno e apparire nei prodotti in commercio nel 2012. La nuova fabbrica dell’Oregon, invece, avvierà le operazioni di ricerca e sviluppo a partire dal 2013, aprendo la strada probabilmente a chip di generazioni ancora più evolute.

20 Ottobre 2010