Bernabè: business Tlc minacciato da Google & Co.

INTERNET

L'attacco dell'ad di Telecom: i big di Internet "sfruttano commercialmente la rete senza contribuire ai costi". Domani in Gazzetta Ufficiale la delibera Agcom sulle tariffe per l'offerta di Internet a 100 mega

di Paolo Anastasio
Franco Bernabè, numero uno di Telecom, attacca i big Usa della Rete che occupano Internet senza pagare i costi. Apple, Google, E-bay, Skype e Facebook "sfruttano commercialmente la rete senza contribuire ai costi», ha detto Bernabè intervenendo al convegno "Le telecomunicazioni in Italia", organizzato da Asstel, con il rischio di "compromettere la sostenibilità economica dell'attuale modello di business delle Tlc". Sul fronte dell'offerta a 100 mega, l'ad di Telecom replica al presidente dell'Agcom Corrado Calabrò, che ieri aveva sottolineato la mancata presentazione dell'offerta sul mercato retail a un mese dall'annuncio: "L'offerta 100 mega è pronta - ha detto Bernabè - ma l'Agcom non ha pubblicato la delibera sul test delle tariffe". Replica di Calabrò: "La delibera dell'Agcom sui test di prezzo relativi alla banda ultralarga sarà pubblicata domani in Gazzetta ufficiale". 

L'attacco ai big Usa di Internet. "Quello che sta avvenendo - ha aggiunto Bernabè - è che, dopo aver eliminato, correttamente, il monopolio dalle infrastrutture di trasporto e di accesso, si rischia di creare le condizioni affinché le posizioni dominanti, costituitesi al di fuori della filiera Tlc, possano gradualmente estendersi nel segmento degli operatori di rete. Stiamo parlando delle posizioni dominanti dei fornitori di soluzioni, servizi e applicazioni digitali, spesso localizzati Oltreoceano, quali Apple con iTunes e l'application store, Google con online advertisement e E-bay, Skype con il suo Unmanaged voip, Facebook con il social-networking".

Bernabè ha sottolineato che "oltre a drenare quote crescenti di ricavi", questi grandi fornitori "stanno assumendo sempre più rapidamente la fisionomia di operatori integrati nel settore delle reti Tlc". Un problema che, "se non affrontato con la dovuta tempestività e consapevolezza", rischia di "compromettere la sostenibilità economica dell'attuale modello di business delle Tlc". Secondo Bernabè, infine, non va dimenticato che questi operatori "sottraggono risorse anche all'erario, in quanto essendo localizzati all'estero pagano imposte solo sugli utili generati in Italia".

L'offerta a 100 mega. "L'offerta per l'avvio del servizio di internet a 100 megabyte non è stata ancora presentata da Telecom all'Autorità per le comunicazioni perché «sulla gazzetta ufficiale non è stata ancora pubblicata la delibera dell'Authority sui test di prezzo" peraltro già approvata dalla stessa Agcom. Così l'amministratore delegato della società telefonica, Franco Bernabè secondo cui in ogni caso la delibera sarà certamente pubblicata nei prossimi giorni. Il numero uno di Telecom replica così al presidente dell'Agcom Corrado Calabrò, che ieri aveva sottolineato la mancata presentazione dell'offerta retail di internet ultra veloce da parte di Telecom Italia, annuniciata un mese fa ma ancora ferma al palo.

"Appena verrà pubblicata la delibera - dice Bernabè a margine di un convegno dell'Asstel - noi presenteremo all'Autorità la proposta relativa alla banda ultralarga". Ma "la verità è che oltre alla delibera manca un quadro regolatorio certo sulla fibra", sottolinea Bernabè.

I test di prezzo costituiscono il sistema per valutare la replicabilità dell'offerta di Telecom Italia da parte degli altri operatori. Bernabè dice di ritenere che un quadro regolatorio sulla fibra "sarà definito fra qualche mese". Per ora "la richiesta di avviare la commercializzazione dell'offerta sarà fatta all'interno di un quadro regolatorio provvisorio", sottolinea. In questo senso e cioè "per una soluzione provvisoria", dice ancora l'ad, "probabilmente con l'Autorità troveremo un'intesa che ci consenta di avviare l'offeta in tempi brevi". Bernabè ritiene che Telecom Italia farà in tempo ad avviare la commercializzazione del servizio per natale, come annunciato in precedenza, "anche se dipenderà - torna a sottolineare - dai tempi dell'Autorità per le comunicazioni".

"È auspicabile avviare una revisione dei limiti delle emissioni di elettrosmog imposte all'Italia», chiude l'ad, secondo cui i limiti operanti in Italia "hanno un impatto decisamente negativo sullo sviluppo della rete mobile e penalizzano gli operatori italiani nel confronto internazionale. Da noi - ha spiegato - il limite è di 6 volt al metro contro i 60 volt al metro dell'Europa"

27 Ottobre 2010