Romani: "Presto l'asta delle frequenze"

DIVIDENDO DIGITALE

"Una parte dei proventi dovrà tornare al settore Tlc" dice il ministro dello Sviluppo economico. Prossimo step, liberare lo spettro attualmente occupato da mettere a gara. Calabrò: "Fondi da destinare allo sviluppo della fibra"

di Federica Meta
''Obbligatoriamente una parte dei proventi derivanti dalla futura asta delle frequenze dovrà essere ri-dedicata al settore dal quale provengono''. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, intervenendo al convegno 'Asstel'. ''Questo deve avvenire - ha proseguito Romani - quando si libereranno le frequenze e sarà abbastanza presto''.

In ogni caso “si deve tenere conto della realtà: attualmente non ci sono frequenze a disposizione” ha detto il ministro ricordando che “entro l'anno verrà digitalizzato il 70% del Paese: è necessario quindi tenere conto delle reali possibilità e di chi le frequenze oggi le possiede”.

Quanto all'incasso prevedibile, il ministro spera che “l'asta sia la più alta possibile per lo Stato. Non mi esprimo in cifre ma ricordo che la Germania, che comunque è un'altra realtà, ha incassato oltre quattro miliardi”. Comunque, ha concluso Romani, servono risorse per investire nell'area delle Tlc”.

Sul tema è intervenuto anche il presidente Agcom, Corrado Calabrò secondo cui parte dei proventi derivanti dalla futura asta delle frequenze del dividendo digitale esterno ''devono andare agli investimenti per la fibra ottica''. Intervenendo al convegno di Asstel  Calabrò ha proposto un meccanismo secondo il quale alcune risorse che arriveranno dalla gara possano tornare al settore ''magari attraverso la Cassa depositi e prestiti'' per finanziare gli investimenti in fibra ottica, necessari all'Italia che, da questo punto di vista, ''sta peggio di alcuni paesi dell'Africa sub-sahariana''. Il numero uno dell'Agcom ha anche riconosciuto che è nota
''l'attenzione del Tesoro su questo tema''.
"L'alta velocità trasmissiva porta un ritorno sul pil di 2/3 volte - ha ricordato -. Le frequenze sono indispensabili come il pane' e csi possono e si devono liberare: il ministero della Difesa non le usa, se ne parla da anni e il negoziato deve assolutamente concludersi. Quanto alle Tv locali, se venisse offerto un incentivo le libererebbero prima''.

27 Ottobre 2010