Ericsson: "Puntare sui servizi per sopravvivere sul mercato"

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Bergendahl, chief marketing officer: "Le aziende siano pronte ad affrontare l'era della net society e dei device sempre connessi"

di Patrizia Licata
L’industria delle telecomunicazioni sta attraversando un periodo di grandi trasformazioni alla fine del quale alcuni player non esisteranno più. A dirlo è il colosso svedese delle infrastrutture di rete Ericsson: "Le industrie passano dalla fase dell’installazione a quella dell'attivazione e gestione delle reti e aver avuto successo nella prima fase non vuol dire riuscire anche nella seconda", ha dichiarato Johan Bergendahl, chief marketing officer di Ericsson, in una presentazione al Broadband World Forum di Parigi.

“Ricordate i produttori di pc Sinclair, Commodore e Compaq? Erano grandi aziende, eppure oggi non esistono più, o sono state inglobate da altre compagnie", ha sottolineato Bergendahl.

Come mettersi al riparo e sopravvivere? Secondo Bergendahl l’industria delle telco deve rianalizzare attività, strategie e alleanze spinta dal fatto che la banda larga viene adottata a più livelli e si diffondono nuovi tipi di device sempre connessi. “Lo scenario è cambiato. Il focus sarà sempre più sui servizi che raggiungono qualunque device al costo più basso possibile. E la distinzione fisso/mobile conterà sempre meno”, ha detto Bergendahl.

“Stiamo diventando una network society”, ha continuato il top manager Ericsson, “ma le reti devono diventare più semplici, non solo da gestire ma anche da scalare”. “E’ un tempo di grandi trasformazioni, ma può voler dire anche grandi opportunità”, ha concluso Bergendahl con una nota di ottimismo. "Per chi si è preparato alla rivoluzione della banda larga, questa potrebbe essere la più grande chance mai presentatasi”.

27 Ottobre 2010