Smart home, le telco stanno (ancora) a guardare

L'ANALISI

Ims Research: il mercato dei servizi è ancora in fase embrionale e la crescita sarà trainata dalle utility. Gli operatori di Tlc latitano ma nei prossimi cinque anni la situazione è destinata a cambiare

di Patrizia Licata
Il numero di smart homes – le case intelligenti con un controllo automatizzato e centralizzato degli elettrodomestici e una gestione ottimale del consumo di energia tramite reti domestiche in banda larga e tecnologie di smart metering – saranno 14 milioni entro il 2014, secondo Ims Research.

Alex Green, senior director della divisione comunicazioni della società di ricerche, ha affermato nel corso del Broadband World Forum di Parigi che la crescita inizialmente sarà trainata dalle utility. "Il loro ruolo è importante e già stanno cominciando a lanciare offerte che diventeranno le fondamenta di molti servizi per smart homes", ha detto Green. "Queste aziende hanno molto da guadagnare se riescono a gestire l’utilizzo che le persone fanno dell'energia”.

Tuttavia, ha proseguito Green, le società dell’energia potrebbero scontrarsi con l’opposizione di alcuni utenti finali: "Ci aspettiamo che alcuni consumatori siano riluttanti ad affidare al fornitore il controllo del loro utilizzo dell’energia”, ha spiegato l’analista di Ims. Sarà compito delle utility, dunque, e delle società che offrono tecnologie di smart metering, “educare” i clienti, presentando i benefici dei servizi per la casa intelligente, tra cui una gestione smart dell’illuminazione e delle prese elettriche, termostati con sensori ed elettrodomestici connessi.

Anche le telco avranno un ruolo importante nel fornire servizi per la smart home; tuttavia secondo Green queste aziende sono state finora lente a presentarsi sul mercato: "Non vediamo molte telecom o fornitori di banda larga impegnati in questo settore al momento. Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo che le telco entrino con maggior convinzione nell’offerta di servizi per la smart home”.

28 Ottobre 2010