Uk, banda ultralarga a tutti nel 2015. Ma servono i soldi dei privati

REGNO UNITO

Il governo ha presentato il piano di sviluppo per le infrastrutture: i fondi statali ammontano a 530 milioni, ma dovranno essere le telco a mettere in campo la quota più consistente. Londra promette aiuti nelle aree remote, dove investire è meno conveniente

di Patrizia Licata
Il governo britannico ha grandi ambizioni per le proprie reti tlc. Londra vuole realizzare il network più esteso di tutta l’Europa per l’accesso ultraveloce a Internet entro il 2015, come prevede il piano per lo sviluppo delle infrastrutture nazionali appena annunciato. Il governo è pronto a investire 530 milioni di sterline nella super-banda larga per tutti, ma accanto al finanziamento pubblico occorrerà lo sforzo delle aziende telecom – e si tratta di uno sforzo ingente, quantificabile in miliardi.

Il denaro pubblico reso disponibile per la banda larga super-veloce deriva in parte (300 milioni) dal canone della Bbc e in parte (230 milioni di sterline) da quel che rimane del fondo che ha finanziato lo switchover dalla tv analogica a quella digitale.

Obiettivo del progetto di sviluppo britannico delle infrastrutture (Government’s Infrastructure Plan) è non solo estendere a tutto il Paese le nuove reti ma anche incentivare lo sviluppo della banda larga nelle campagne. Per questo, il governo avvierà progetti pilota per il broadband nel North Yorkshire, nella Cumbria, nell’Herefordshire, nelle Highlands e nelle isole più piccole. Il governo pubblicherà una dettagliata strategia per il broadband nazionale a dicembre, si legge nel Plan.

Integrare i fondi pubblici con gli investimenti privati sarà essenziale, ha chiarito un portavoce del ministero del Tesoro al sito Internet Out-Law.com. "Il settore privato si è impegnato ad effetturare investimenti importanti nella rete broadband nei prossimi anni. Il ruolo primario del settore pubblico sarà assicurare che il mercato funzioni in modo efficiente e intervenire laddove per il privati non è molto conveniente investire”, ha chiarito il Tesoro.

28 Ottobre 2010