Boom dati mobili, le telco vogliono più spettro

CAPACITY CRUNCH

Per supportare l'esplosione di traffico mobile le Tlc chiedono più frequenze nella banda 800 Mhz. E puntano sulle femtocelle per alleggerire il carico sulle reti

di Patrizia Licata
Non basterà la tecnologia di quarta generazione ad alleviare i problemi di capacità sulle reti mobili messe sotto pressione dal boom dello scambio di dati. Le soluzioni al cosiddetto capacity crunch sono altre, su questo le telco europee sembrano essere d’accordo, e molte vedono nelle femtocelle la chiave per potenziare la capacità dei propri network.

Il primo problema è però, ovviamente, la disponibilità di spettro. Lo ha sottolineato Denis Gautheret, executive di Deutsche Telekom, che ha aperto un panel del Broadband world forum di Parigi dedicato alle problematiche delle nuove reti mobili. Gautheret ha affermato che gli operatori non riusciranno ad implementare le reti Lte se non hanno a disposizione spettro sufficiente.

La carenza di spettro è più grave nelle bande di frequenza più basse, che sono le più idonee per i servizi di mobile broadband: per esempio, ha notato Gautheret, la banda degli 800-MHz è 10 volte più efficiente dei 2.6-GHz (e infatti nella recente asta tedesca dello spettro 4G, le aziende hanno speso molto di più per aggiudicarsi le bande negli 800-MHz).

Al panel ha partecipato anche Jaime Lluch Ladron, il new technology executive della spagnola Telefonica, che ha concordato col collega tedesco sul fatto che l’Lte può aiutare a raggiungere con la banda larga l’interno degli edifici se si usano le frequenze più basse. Ma per Telefonica, ciò non basterà: non è una soluzione a lungo termine. Quanto all’Lte a 2.6 GHz, per essere efficiente deve essere implementato in celle più piccole e per questo “Telefonica sta lavorando sulle picocelle al livello stradale e sulle femtocelle basate su questa frequenza” ha spiegato Lluch Ladron.

Del resto, la gran parte del consumo di dati mobili avviene all’interno degli edifici, come ha fatto notare il presidente del Femto Forum Simon Sauders: “Una vasta percentuale del traffico è indoors” e salirà al 95% del totale nei prossimi anni. “Si tratta di un tipo di traffico particolarmente difficile da servire dall’esterno”, ha aggiunto Saunders. Di qui l’utilità delle femtocelle: il presidente del Femto Forum ha rivelato che attualmente costa tra 7 e 9 dollari trasportare 1 Gigabyte di traffico su una rete mobile, ma sfruttando le femtocelle in zone chiave gli operatori possono ottenere “una riduzione del costo per bit nell’ordine di un fattore quattro”, ha assicurato.

Anche per Pierre Steiblen, business development director di Qualcomm, le picocelle e le femtocelle sono tra le principali opzioni per gli operatori che vogliono risolvere i problemi di capacità. Usare le femtocelle nelle aree più difficili può ridurre notevolmente la pressione sulla macro-rete e quindi “anche gli utenti non serviti dalle femtocelle avranno una migliore esperienza di navigazione”.

Ci sono altre soluzioni possibili al capacity crunch per gli operatori, ha aggiunto Frederic Pujol, capo della Radio technologies and spectrum practice di iDate: per esempio, far pagare di più gli utenti che consumano molti dati. Vodafone in Spagna e la finlandese Elisa già prevedono “pacchetti premium per i clienti aziendali per dare priorità al loro traffico, e questa è un'altra risposta al problema”, ha aggiunto Pujol, riconoscendo tuttavia che “le piccole celle sono la prima via da percorrere”, soprattutto se al tempo stesso si “scarica” parte del traffico su WiFi.

Lluch Ladron di Telefonica non è d’accordo: l’offload del traffico sulle reti WiFi potrebbe avere gravi conseguenze per gli operatori telecom, perché “se i clienti hanno una cattiva user experience con la connessione WiFi ci riterranno responsabili, anche se non abbiamo alcun controllo sulle reti WiFi”.

Le questioni inerenti al futuro delle reti mobili non finiscono qui. Riguardo all'Lte, i partecipanti al panel hanno messo in luce un altro potenziale problema che deriva dal fatto che le telco stanno attualmente implementando la tecnologia su bande di frequenza diverse, con una frammentazione che potrebbe trasformarsi in un “incubo”, secondo Pujol di iDate: “Occorrerebbe armonizzare lo spettro dell’Lte nelle diverse aree del mondo”.

29 Ottobre 2010