Le Tlc contro i regolatori: "No alla velocità minima garantita"

BANDA LARGA

La user experience più importante del data rate: gli operatori replicano alle richieste delle authorities

di Patrizia Licata
La user experience è più importante della velocità di navigazione: lo dicono le aziende telecom, in risposta alle preoccupazioni di governi e regolatori che cercano di fissare velocità minime per il broadband come garanzia della qualità del servizio. “Parlare di velocità è pericoloso”, ha affermato Cayetano Carbajo Martin, Cto e capo della tecnologia di Telefonica in un panel durante il Broadband world forum di Parigi. “E’ più importante parlare di quali servizi si possono offrire; la gara sul data rate non ci porterà da nessuna parte”.

"L’utente non pensa veramente alla velocità, pensa a quali servizi può avere e usare, per esempio se riuscirà a vedere senza problemi i video su YouTube", ha confermato Thomas Wehmeier, principal analyst di Informa Telecoms and Media.

I Paesi occidentali sono impegnati non solo sul tema della banda larga universale, ma si concentrano molto anche sulle velocità di connessione: per esempio il governo britannico ha promesso di portare all’intera nazione Internet ad almeno 2 Mbps entro il 2015. "Se si guarda al problema in termini di garantire a chi vive nelle aree rurali gli stessi servizi cui accedono le persone in città, la velocità di connessione si trasforma in un bersaglio mobile”, ha commentato Yves Bellego, direttore dell’It and network strategy di Orange. Senza contare che la velocità a cui viaggiano i dati può variare enormemente a seconda di quanto traffico c’è sulla rete, ha fatto notare Martin: "Persino parlare di velocità media è pericoloso”.

Un operatore che ha vasta esperienza nel portare la connettività universale ad aree remote è l’australiana Telstra: la sua rete 3G viaggia su spettro a basse frequenze e raggiunge il 99% della popolazione, fornendo anche buona copertura indoor. In più il 90% della rete backhaul di Telstra è stata portata su Ethernet.

"La connettività sempre e ovunque ha avuto un impatto sull’innovazione ancora maggiore di quello che ci aspettavamo”, ha sottolineato Hugh Bradlow, Cto di Telstra, che ha descritto i servizi di screening per il cancro al seno che oggi possono raggiungere anche le persone che vivono in aree remote, con i dati medici che viaggiano dal paziente agli ospedali e viceversa. Bradlow non ha commentato sul fatto che anche il regolatore australiano insiste sul fornire una velocità di connessione minima, ma ha fatto sapere che “ci sono pochi punti su cui concordo col regolatore. Penso che il potere dell’ubiquità della connessione sia molto maggiore di quello dei regolatori”.

29 Ottobre 2010