Internet delle cose: 16 miliardi di device always on

IL MONDO AL 2020

La stima è a firma di Analysys Mason che la ritiene "prudente". Nel 2020 circa sei apparecchi in Rete per ciascun utente

di Patrizia Licata
L'Internet delle cose è un mercato ancora agli albori ma destinato a grande crescita anche a livello consumer: includerà quasi 16 miliardi di device che si possono connettere tra loro in tutto il mondo entro il 2020, secondo il nuovo studio “Internet 3.0: the Internet of things” realizzato da Analysys Mason.

“Sedici miliardi di terminali consumer che si possono connettere entro il 2020 potrebbe addirittura essere una stima conservativa”, afferma Jim Morrish, Principal analyst di Analysys Mason e autore del report. “Tenendo conto della difficoltà di prevedere come evolveranno le nuove tecnologie di qui a dieci anni, pensiamo che sia realistico pensare a un massimo di 44 miliardi di device e a un minimo di 6 miliardi”. Si tratta di una media mondiale compresa tra 0,8 e 5,8 apparecchi per ogni persona tra dieci anni.

Le radici dell’emergente mercato della Internet delle cose risiedono nei sistemi industriali machine-to-machine (M2M). Poiché i prezzi degli apparati di comunicazione M2M sono scesi, i produttori hanno installato la tecnologia in un numero crescente di modelli di contatori intelligenti per l’energia per il mercato consumer (i cosidetti “smart meter”) e hanno iniziato a inserirla in una serie di elettrodomestici, nelle automobili e nei sistemi di sicurezza.

Il consumatore potrà gestire le sue cose interconnesse tipicamente attraverso uno smartphone, prevede la società di analisi. Dietro il cellulare si nasconderanno funzioni di aggregazione e filtro, di gestione e controllo. “La possibile conseguenza immediata della Internet delle cose è la generazione di un'enorme quantità di dati”, sottolinea Morrish. “In un ipotetico ambiente di Internet delle cose, ogni oggetto fisico, ma anche molti oggetti virtuali, potrebbero avere una copia virtuale ‘in the cloud’, che potrebbe generare aggiornamenti regolari”.

L’Internet delle cose deve ancora assumere i contorni di una proposta per il mercato di massa, conclude l’analista, ma nei prossimi anni saranno disponibili sempre più tecnologie e strumenti per mettere a punto l'Internet delle cose, con prezzi sempre più convenienti; compito dell’industria sarà non solo cercare economie di scala ma anche “confezionare” le tecnologie in modo user-friendly.

02 Novembre 2010