Dt in linea con le attese, ma scivola ancora T-Mobile Usa

RISULTATI

La mancanza di un contratto per vendere l'iPhone al centro della perdita di abbonati americani, dice il Ceo Obermann. Nuova strategia per il 2011

di Patrizia Licata
Deutsche Telekom ha chiuso il terzo trimestre con risultati in linea con le attese, confermando l'outlook sull'intero anno grazie al forte sviluppo della divisione di telefonia mobile e smartphone in Germania, il suo principale mercato di riferimento. Proprio in Germania, le vendite legate alla telefonia mobile sono balzate del 27%.

Continua a preoccupare invece la situazione della filiale americana T-Mobile Usa, la cui debolezza viene attribuita da Dt alla mancanza di un contratto con Apple per la vendita dell’iPhone, che provoca una preoccupante perdita di abbonati. A livello di gruppo, poi, nel terzo trimestre l'Ebitda è sceso del 9,2% a 5 miliardi di euro e i ricavi sono scivolati del 4,1% a 15,6 miliardi di euro. Sono risultati in linea con le previsioni ma che non hanno evitato uno sbandamento del titolo ieri alla Borsa di Francoforte (-2,11% a 10,23 euro), nonostante il gruppo abbia registrato nel terzo trimestre un utile netto in rialzo del 7,9% anno su anno da 959 milioni di euro a 1,04 miliardi di euro, battendo le stime degli analisti.

Per il futuro l’outlook è positivo, perché il gruppo tedesco ha riconfermato il target di circa 20 miliardi di euro per l'Ebida adjusted nell'anno in corso, con un cash flow di 6,2 miliardi di euro. Per il 2015, poi, Dt intende raddoppiare i ricavi a 29 miliardi di euro puntando su servizi come il traffico dati Internet su cellulari e il miglioramento della interconnettività. Il Ceo di Deutsche Telekom, René Obermann, ha ribadito che "lo sviluppo finanziario e operativo è pienamente in linea con le nostre aspettative".

L’azienda di Bonn si concentrerà nel frattempo sul miglioramento delle performance della filiale americana in difficoltà. Uno strano destino per T-Mobile Usa, che era una robusta fonte di entrate per Dt fino a pochi anni fa, ma che dal 2008 fatica a trattenere clienti ed è costretta a rispondere alla concorrenza con forti investimenti che pesano sui conti. Nel terzo trimestre è costato 87 dollari trattenere un abbonato, contro i 58 dollari di un anno prima. Per ogni cliente nuovo conquistato, T-Mobile Usa ha dovuto spendere 134 dollari, contro i 116 dollari di un anno fa.

Nonostante questi sforzi, il carrier ha guadagnato appena 137.000 nuovi clienti nel terzo trimestre: ora i suoi abbonati sono 33,76 milioni ma i clienti con i contratti di maggior valore sono 60.000 in meno dell’anno scorso. Il Ceo Obermann ha chiari i motivi di queste difficoltà: il churn rate negli Stati Uniti è determinato dallo smartphone della Apple: “Ai consumatori piace T-Mobile ma vogliono anche avere l’iPhone" e non ci sono probabilità per T-Mobile Usa di proporlo nel breve termine (per ora At&t è il carrier esclusivo).

Obermann ha comunque annunciato che il prossimo anno presenterà una nuova strategia insieme a Philipp Humm, il nuovo Ceo di T-Mobile Usa, che ha preso la guida dell’azienda proprio questa settimana. Quanto a un altro settore caldo per il gruppo, ovvero l’azienda greca della telefonia Ote, ex monopolista di Stato ora controllato al 30% da Dt, Obermann ha detto che la situazione rimane tesa, ma non mostra segni di deterioramento: nel terzo trimestre Ote ha visto l'utile netto crollare del 24% a 126 milioni di euro, battendo tuttavia le attese di mercato che si aspettavano un risultato di 108 milioni.

05 Novembre 2010