Il progetto "segreto" di Apple: diventare operatore virtuale

STRATEGIE

Anche Google e Amazon starebbero valutando l'ingresso nell'arena. Notizie che, se confermate, metterebbero a serio rischio il business delle telco "tradizionali"

di Paolo Anastasio
Il progetto segreto di Apple, quello di trasformarsi in operatore mobile virtuale, pone con forza il probelma del modello economico degli operatori classici. Che dovranno cambiare e diversificare il business, per conservare i loro margini di guadagno. Questa la tesi avanzata dal quotidiano francese Les Echos, che si interroga sul futuro "a rischio declino" degli operatori di telecomunicazioni tradizionali, alle prese con la forza d'urto dei big player del web, "i barbari della rete che stanno erodendo i margini degli operatori tradizionali".

La questione si pone con forza, alla luce dei progetti di cooperazione fra Apple e Gemalto, specialista in soluzioni di security. Il produttore dell’iPhone si sta trasformando in un operatore mobile virtuale, proprietario di una scheda Sim incorporata nei suoi terminali. Una rivoluzione, che porterebbe Apple a gestire in prima persona gli abbonamenti, costruendo le sue offerte commerciali in autonomia, con la possibilità di muovere i suoi abbonati in rete grazie a condizioni vantaggiose.

Secondo Laurent Monéger e Laurent Richaud, consulenti di Oliver Wyman, questa mossa era prevedibile: "Noi l’avevamo previsto già all’inizio dell’anno che attori come Apple, Google e Amazon potessero ampliare il loro raggio d’azione alla 'connettività' – dicono – una mossa che di fatto taglia fuori l’intermediazione degli operatori classici. Un’evoluzione che sembra del tutto logica per un attore come Apple, che ha lasciato il suo mestiere storico da un decennio e continua a fornire alla clientela un’offerta sempre più integrata".

Un trend, quello di Apple, che secondo gli analisti rischia tuttavia di "appannare la sua immagine – aggiungono – dopo il confronto con un mestiere, quello di operatore, assai complesso anche se virtuale".

La casa della mela, secondo David Kerr, di Strategy Analytics, ha tutti i mezzi per "ridurre il numero di interfacce per il consumatore – dice – E non avendo un’attività storica da difendere nelle telecom, potrebbe puntare su una prospettiva diversa". Quale? Ad esempio accordarsi con le banche, che non si fidano degli operatori tradizionali, per fornire sistemi di pagamento a distanza; Oppure realizzare sistemi di videosorveglianza domestica, di sanità, e-learning. Una serie di servizi che non attirano gli operatori tradizionali e che big del calibro di Apple e di Google potrebbero sfruttare.

08 Novembre 2010