La Kroes a Roma: l'Agenda digitale in Parlamento

IL COMMISSARIO UE

Domani il Commissario Ue incontrerà i ministri Tremonti, Romani e Brunetta e sarà alle Camere per fare il punto sugli obiettivi del "Piano" che mira alla realizzazione di un mercato europeo unico delle Tlc. Appuntamento anche con Calabrò e Pizzetti

di Mila Fiordalisi
Roma: il vicepresidente della Commissione Ue e commissario per l'Agenda digitale, Neelie Kroes, incontra domani i ministri dell'Economia Giulio Tremonti, della PA e Innovazione Renato Brunetta e dello Sviluppo Economico Paolo Romani e presenta l'Agenda digitale europea alle Camere.

La commissaria Kroes sarà audita dalle Commissioni congiunte 8a e 14a Senato e IX e XIV Camera sulle prospettive delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni e sulle priorità contenute nella Comunicazione della Commissione sull'Agenda europea del digitale, presentata nell'ambito della Strategia Europa 2020 dell'Unione europea. Questi temi saranno anche al centro degli incontri con il Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti e il Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò.

Cinque anni per creare “un’economia digitale virtuosa e in grado di auto-replicarsi”. E’ questo l’obiettivo dell’Agenda Digitale. Un piano strategico - in tutto 39 pagine - che si concentra sugli investimenti per le infrastrutture dell’Internet ultraveloce e spinge sul mercato unico europeo per film e musica online. “Dobbiamo porre gli interessi dei cittadini e delle aziende europee al centro della rivoluzione digitale - dice la Kroes - in modo da sfruttare appieno il potenziale dell’Ict per la creazione di nuovi posti di lavoro, la sostenibilità e l'inclusione sociale”.

Sette le aree d'azione: creazione di un mercato unico del digitale, interoperabilità estesa, Internet sicuro, accesso alla Rete molto più veloce, investimenti più consistenti in Ricerca e Sviluppo, aumento dell'alfabetizzazione e dell'inclusione digitale, utilizzo dell’Ict per sostenere le sfide del cambiamento climatico e dell'invecchiamento demografico.

In particolare si punta al broadband ultraveloce entro il 2020 (il 50% delle case dovrà avere accesso al Web a oltre 100 Mbps), all’e-commerce (50% della popolazione dovrà comprare online entro il 2015), al commercio transnazionale (il 20% della popolazione comprerà oltre confine entro il 2015), a singoli mercati per servizi Telecom (le differenze fra roaming e tariffe nazionali si avvicinerà allo “zero” entro li 2015), all’incremento di R&D Ict (raddoppio di investimenti fino al raggiungimento di quota 11 miliardi).

L'Agenda digitale prevede 100 interventi di follow-up; di questi, 31 dovrebbero essere di carattere legislativo. “Misureremo passo per passo i progressi raggiunti nei vari ambiti” scrive la Commissione. “Vari commissari europei lavoreranno in sinergia con le istituzioni dell'Unione europea e con le parti interessate per trasformare l'Agenda del digitale in realizzazioni concrete”.

Ecco le tappe prefissate per poter arrivare, per esempio, entro il 2013 alla copertura broadband per tutti i cittadini e, entro il 2020, alla copertura del bradband veloce (30 Mb) con almeno metà del numero delle abitazioni abbonate all’accesso al broadband a 100 Mb.
1) Entro il 2015, il 50% della popolazione europea dovrà poter fare shopping online. Il 20% deve poter utilizzare anche servizi online transnazionali.
2) Entro il 2015 uso regolare di Internet esteso dal 60 al 75% della popolazione e, nel caso di aree a digital divide, dal 41 al 60%.
3) Entro il 2015 riduzione del 50% della popolazione che non ha mai usato Internet (dal 30 al 15%).
4) Entro il 2015, metà della popolazione europea dovrà poter utilizzare servizi pubblici online. Oltre la metà di questi dovranno ricevere risposta via Internet.
5) Entro il 2020, gli Stati membri dovranno aver raddoppiato gli investimenti in ricerca e sviluppo Ict per un complesso di 11 miliardi.

Per quanto riguarda l’obiettivo mercato unico, la Commissione nota che i mercati dell'Ue sono ancora segmentati da barriere che impediscono l'accesso a servizi di Tlc e digitali e a contenuti offerti su scala europea. Il numero di brani musicali scaricati attualmente negli Usa è quattro volte superiore rispetto all'Ue, che presenta mercati frammentati caratterizzati da una mancanza di offerta legittima. La Commissione intende aprire l'accesso a contenuti legittimi in rete semplificando i meccanismi esistenti di liberatoria del diritto d'autore, rilascio transfrontaliero di licenze e gestione dei diritti.

Altre azioni comprendono l'agevolazione dei pagamenti e della fatturazione elettronica nonché la semplificazione della risoluzione delle controversie in rete.

I cittadini europei, dice la Commissione, non faranno ricorso a tecnologie delle quali non si fidano. Una risposta europea meglio coordinata e norme più rigorose in merito alla protezione dei dati personali costituiscono dunque "parte della soluzione a questo problema - si legge nel documento -. Potenzialmente, le azioni potrebbero anche obbligare i gestori di siti web a comunicare agli utenti eventuali violazioni della sicurezza che coinvolgono i loro dati personali".

Oggi, solo l'1% dei cittadini Ue ha accesso a reti ad alta velocità a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei sudcoreani (cfr. tabella allegata). "L'internet superveloce è un requisito essenziale per una crescita economica forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità, ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai contenuti e ai servizi che desiderano - si legge -. La Commissione esplorerà, tra le altre cose, anche vari modi per attrarre finanziamenti destinati allo sviluppo delle reti a banda larga attraverso meccanismi di rafforzamento del credito e fornirà orientamenti su come incoraggiare gli investimenti nelle reti a fibra ottica".

L'Europa deve investire di più nel settore R&S, dice la Commissione, e deve facilitare il concretizzarsi sul mercato delle migliori idee prodotte in Europa. L'Agenda mira, tra l'altro, a incrementare gli investimenti privati con fondi regionali europei e ad aumentare i finanziamenti Ue destinati alla ricerca così che l'Europa possa tenere il passo con i concorrenti e addirittura superarli. Gli investimenti Ue nella ricerca Ict rappresentano meno della metà di quelli Usa (37 miliardi di euro contro 88 miliardi, nel 2007).

Oltre la metà dei cittadini europei (250 milioni) si collega ogni giorno a internet, ma un altro 30%, dice la Commissione, non lo ha mai fatto, ma "tutti, vecchi e giovani e a prescindere dall'estrazione sociale - dice Bruxelles -, hanno diritto ad accedere alla conoscenza e alle competenze necessarie a far parte dell'era digitale, dato che ormai, e sempre in maggior misura, il commercio, i servizi pubblici, quelli sociali e sanitari, l'istruzione e la vita politica sono reperibili in rete".

“Dobbiamo investire nell'uso intelligente della tecnologia e nello sfruttamento delle informazioni per trovare soluzioni che riducano il consumo energetico - scrive la Commissione -, sostengano una popolazione che invecchia, consentano ai pazienti di avere un ruolo più incisivo e migliorino l'accesso alla rete delle persone con disabilità. Uno degli obiettivi potrebbe essere di consentire ai pazienti la consultazione delle cartelle cliniche, ovunque si trovino in Europa, entro il 2015. L'Agenda contribuirà allo sviluppo di Ict per il risparmio energetico, quali tecnologie d'illuminazione allo stato solido (Solid State Lighting, SSL) che utilizzano il 70% in meno di energia rispetto a quelle tradizionali”.

09 Novembre 2010